
Non ci sono modelli matematici stagionali attendibili al 100%.
Mentre si continuano le sperimentazioni in questo campo, dobbiamo limitarci ad osservare quelle che sono le indicazioni dei modelli più attendibili, nel nostro caso del modello statunitense CFS, che ha comunque una percentuale di successo di almeno il 65%.
Esso si basa sull’esame dei lenti cambiamenti delle temperature delle masse oceaniche, in grado di influenzare a cadenza stagionale la direzione dei principali venti e delle correnti in quota su scala continentale.
L’esame delle mappe emesse dal modello nell’ultimo suo run (quello del giorno 27 Aprile), mostrano un’Estate sorprendentemente fresca e piovosa sul nostro Paese.
L’esame dei singoli mesi, mette in evidenza un deficit termico di almeno mezzo grado centigrado sull’Italia Centrale e Settentrionale, per tutti e tre i mesi, mentre solo forse al Meridione tale deficit apparirebbe ridimensionato, con temperature attorno alla norma stagionale.
Per quello che riguarda le precipitazioni, esse sono previste al di sopra della norma soprattutto al Nord Italia nel mese di Giugno, ed al Centro Nord nel mese di Luglio, che appare essere il mese più perturbato dei tre.
Il mese di Agosto invece godrebbe di precipitazioni inferiori alla norma.
L’Estate apparirebbe fresca sul Mediterraneo e sull’Europa Occidentale, più calda della norma invece su quella orientale e Russa, suggerendo così la probabile persistenza di una cellula di alta pressione su queste zone.
Si tratta di una previsione da prendere con grande prudenza, come detto sopra i modelli matematici stagionali non hanno la stessa precisione di quelli che utilizziamo ogni giorno per le previsioni a tre giorni di distanza.
Ci sovviene anche la previsione dell’Estate 2003, che doveva essere molto fresca e perturbata, e finì per essere la stagione più calda del Secolo.
In ogni caso è da segnalare, sul lunghissimo periodo, la ricomparsa del fenomeno del Nino, l’anomalo riscaldamento delle acque equatoriali del Pacifico, fenomeno che, a seconda della sua potenza, potrebbe influenzare decisamente il clima invernale mediterraneo del 2009-10.





