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Modelli concordi sul cambio di stagione. Analisi comparata

di Mauro Meloni
11 Set 2008 - 12:20
in Senza categoria
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L'evoluzione a 72-96 ore è ormai segnata: nella mappa sono riprodotti i geopotenziali all'altezza isobarica di 500 hPa per le ore 00Z di Domenica 14. Si nota una notevole convergenza fra tutti i modelli matematici sulla localizzazione del centro depressionario. Elaborazione dati Meteo Giornale.
Le carte modellistiche sembrano ormai avere calato il sipario su ogni possibile dubbio, in merito all’evoluzione attesa ormai a breve termine, per l’imminente fine settimana. Un corposo nucleo depressionario d’origine atlantica giungerà alle nostre latitudini, portando quella tanto sospirata vera rottura estiva un po’ su tutte le regioni.

Il contributo d’aria fresca continentale, apportato da una seconda circolazione depressionaria fredda sull’Europa nord-orientale, alimenterà il maltempo sulle nostre regioni, acuendo la diminuzione termica anche sui versanti orientali peninsulari. Da notare che quest’evoluzione è ormai prescelta da tutti i modelli matematici, comprese le Nogaps che fino a due giorni fa negavano il peggioramento, differenziandosi da tutti gli altri centri di calcolo.

L’ingresso del potente cut-off sul Mediterraneo nord-occidentale, attraverso il Golfo del Leone, avverrà nel corso della giornata di Sabato, subito preceduto da una ciclogenesi al suolo sul Mar Ligure. Il minimo al suolo si porrà davanti al minimo in quota ed il non allineamento fra essi rappresenterà il segno di una circolazione depressionaria molto vivace, ben lontana dalla fase di colmamento.

Per Domenica il perno depressionario in quota si sarà portato fra Mar Ligure e Corsica, evolvendo nella seconda parte della giornata in direzione dei versanti del medio-alto adriatico. Un’intensa fase perturbata temporalesca potrebbe colpire il Sud, all’interno della fascia di confluenza fra le masse d’aria entranti a tutte le quote e quelle pre-esistenti più calde, scalzate rapidamente verso l’alto.

In virtù della traiettoria del vortice, le piogge interesseranno in maniera vigorosa gran parte del Nord, ma anche i versanti tirrenici e la Sardegna. Con lo spostamento del centro ciclonico verso il Mar Adriatico, correnti di bora tracimeranno sul Triveneto, dando luogo a una severa diminuzione termica: non sono escluse per la serata di Domenica spruzzate di neve sui rilievi anche al di sotto dei 1500 metri, ma sarà la fase ormai conclusiva favorevole alle precipitazioni.

Nel contempo le precipitazioni tenderanno a concentrarsi sui versanti orientali del Centro-Sud, sul Basso Tirreno e nord della Sicilia, tutte zone ove l’energico attacco depressionario elargirà principalmente i fenomeni per la giornata di Lunedì. Con l’aiuto dei principali modelli matematici, vediamo cosa potrebbe riservare l’evoluzione successiva.

Il modello americano GFS individua per martedì 16 un transitorio miglioramento, a causa dell’intrusione di un cuneo debolmente anticiclonico, al seguito dell’evoluzione depressionaria sui Balcani. Nuove infiltrazioni umide raggiungeranno il Nord-Ovest, apportate da una nuova saccatura in sprofondamento sul Golfo di Biscaglia, mentre in Aperto Atlantico l’Anticiclone delle Azzorre si manterrà ad alte latitudini.

Questo non depone bene per le nostre regioni, in quanto l’approfondimento di una nuova circolazione ciclonica tra Francia e Penisola Iberica, in evoluzione sul cuore del Mediterraneo Occidentale, potrebbe determinare un nuovo peggioramento in stile autunnale su gran parte della Penisola, probabilmente più severo del precedente. Il maltempo potrebbe protarsi fino alla fine della settimana, con iniziale transitoria avvezione calda pre-frontale sulle estreme regioni meridionali.

In merito all’evoluzione per la fase centrale della prossima settimana, qualche differenza si scorge sulle mappe ECMWF, le quali descrivono uno scenario meno perturbato, in quanto il nuovo energico affondo depressionario nord-atlantico andrebbe ad isolarsi più ad occidente, sul cuore della Penisola Iberica.

Ciò esporrebbe maggiormente le nostre regioni ad un richiamo d’aria più calda d’estrazione nord-africana, in seno alla risalita incisiva del cuneo anticiclone sub-tropicale dalla Libia. Solo il Nord e le regioni centro-settentrionali tirreniche risentirebbero della componente sud-occidentale umida ed instabile di tale circolazione.

Si tratta solo di una parziale differenza sulla configurazione barica descritta dai due principali centri di calcolo a livello mondiale, che tuttavia darebbe luogo a due “risultati evolutivi” piuttosto diversi per il nostro Paese, sebbene si tratti oramai di movimenti barici in piena sintonia con l’ autunno.

Nei prossimi giorni vi sarà occasione per dipanare gli attuali dubbi sull’evoluzione del medio-lungo termine e vedere quale evoluzione si sarà rivelata più veritiera, senza trascurare la possibilità d’incappare in una sorta di via di mezzo.

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