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Le fragilità dell’Alta Pressione: che dicono i Modelli?

di Ivan Gaddari
10 Nov 2011 - 14:08
in Senza categoria
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Nell'immagine che alleghiamo, estratta dal Modello GFS su elaborazione dati by MTG e relativa alle ore 06Z del 16 Novembre, notiamo la presenza di una massa perturbata tra le Baleari e la Sardegna. Venti di Scirocco raggiungerebbero le Isole, accompagnando un peggioramento. Ipotesi plausibile? Le probabilità di realizzazione, a nostro avviso, sono del 40-50%.
Dell’Autunno 2011 ricorderemo senz’altro gli enormi eccessi sia a livello termico, sia a livello precipitativo. E’ innegabile che l’Alta Pressione abbia esercitato un ruolo preminente. A Settembre, lo ricorderete, l’Italia fu alle prese con l’Anticiclone africano, che protrasse la sua permanenza nei primi giorni d’Ottobre. Furono registrate temperature eccezionalmente alte e i record caddero come birilli.

Poi arrivarono le piogge. Piogge causate da autentici assalti all’arma bianca delle perturbazioni Atlantiche. Venendo da un periodo caldo, l’energia accumulata nel Mediterraneo fu tale che causò la formazione di vere e proprie bombe d’acqua su varie regioni. L’accumulo di calore s’è rivelato tale che anche l’ultima saccatura, giunta la scorsa settimana, sia stata in grado di recepire un apporto energetico aggiuntivo che ne ha moltiplicato esponenzialmente l’intensità.

Poi c’è stata la formazione della tempesta tropicale Rolf. Abbiamo dato un rapido sguardo ai venti registrati su alcune località francesi e abbiamo scoperto che quello che s’è sviluppato tra le Baleari e la Sardegna si potrebbe definire un “uragano Mediterraneo”. Che dire se non che il cambiamento climatico – a prescindere dalle cause – è evidente a tutte le latitudini?

Ed ora l’Alta Pressione. E’ la stessa Alta Pressione formatasi tra Scandinavia e Russia le scorse settimane. Avvalendosi d’aria calda risalita sull’Europa orientale, è stata in grado di persistere ed ora va riposizionandosi sullo scacchiere continentale. I massimi sono in trasferimento sull’Europa settentrionale e l’affondo di una saccatura ciclonica in Atlantico va ad implementare una risalita d’aria calda lungo l’asse franco-iberico. Succede così che la radice cambi ubicazione e la struttura anticiclonica invada la nostra Penisola.

Appurato che il tempo va migliorando, ci si chiede: quanto durerà? Difficile darvi una risposta. Possiamo abbozzare delle ipotesi a seguito delle ultime proiezioni modellistiche. Nei Modelli, infatti, si scorge un’ingerenza Atlantica sostanziale. Il fianco occidentale dell’Alta Pressione verrà sottoposto ad un’azione erosiva operata dalle perturbazioni atlantiche. I più autorevoli Modelli, su questo punto, paiono concordi. Discordano, invece, su quelli che potrebbero essere gli effetti a livello italico.

Dovessimo seguire i dettami Americani, ovvero il Modello GFS, fin da lunedì prossimo un’area perturbata potrebbe isolarsi tra la Sardegna e le Baleari, incentivando un flusso sciroccale piuttosto sostenuto a cui farebbero seguito delle precipitazioni piuttosto vivaci nelle due Isole e sulla Calabria Meridionale. Successivamente potrebbe verificarsi il coinvolgimento anche di altre regioni, ma ovviamente andrà valutata l’esatta collocazione del vortice ciclonico.

Dando credito al Modello europeo, ovvero ECMWF, l’area perturbata resterebbe più ad ovest ed avrebbe influenze marginali soltanto nelle Isole Maggiori. Tuttavia, questo è importante, si aprirebbe la strada ad altre incursioni perturbate provenienti direttamente dall’Atlantico e conseguentemente avverrebbe un interessamento della nostra Penisola.

Quel che è certo, al momento, è che lo sblocco potrebbe avvenire per merito dell’Atlantico. Sapete che significa? Che eventuali incursioni d’aria fredda sarebbe rimandate al mese di Dicembre.

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