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Le Alpi, grande laboratorio naturale per la ricerca in meteorologia (Parte III)

di Silvio Davolio
29 Giu 2007 - 12:26
in Senza categoria
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Immagini dell'aereo DLR-FALCON e dei radar Doppler-On-Weel (DOW) impegnati nella campagna di misure MAP SOP.

La fase saliente del progetto MAP è stata quella dell’autunno del 1999, precisamente nei tre mesi di settembre, ottobre e novembre. Questo periodo, detto SOP (Special Observing Period), ha infatti visto una campagna di misure meteorologiche e idrologiche su tutta l’area Alpina senza precedenti.

Per dare un’idea, presso i due centri operativi, uno a Milano Linate e uno a Innsbruck si sono alternati previsori e ricercatori da ogni parte del mondo, i quali pianificavano e coordinavano i voli di ben 5 aerei scientifici, 2 americani, 2 francesi ed uno tedesco. Altra strumentazione avanzata comprendeva 3 radar doppler statunitensi (S-Pol e due DOW Doppler-On-Weel) che coprivano l’area del Lago Maggiore (una delle “target area” del progetto), affiancando il radar svizzero di Monte Lema e gli altri radar installati nel nord Italia. Infine sono stati installati altri radar, sodar, lidar e si è avuto un infittimento delle reti di misura convenzionali mediante l’installazione di nuove stazioni meteorologiche e lanci più frequenti e distribuiti di palloni sonda per radiosondaggi. Infine, i dati satellitari del Meteosat-6 ad alta frequenza (ogni 5 minuti) e le previsioni effettuate con diversi modelli meteorologici di ultima generazione, completavano il quadro sperimentale.

Nei tre mesi della campagna di misure SOP, ogni volta che la situazione si prospettava interessante dal punto di vista meteorologico per aspetti inerenti uno o più sottoprogetti (si veda la PARTE I www.meteogiornale.it/news/read.php?id=15800), e per questo scopo i previsori, con l’ausilio dalla più moderna modellistica previsionale, erano fondamentali, venivano lanciate delle IOP (Intense Observing Period), vere e proprie fasi sperimentali durante le quali si effettuavano le misurazioni con gli aerei (utilizzando l’appropriato velivolo a seconda del fenomeno e della quota di volo) e si infittivano le misure da terra.

In particolare erano state selezionate alcune regioni di interesse dette “target area”, ritenute rappresentative di una classe di fenomeni meteorologici studiati dal progetto. In tali aree era dispiegata un’ingente quantità di strumentazione. Si tratta della zona del Lago Maggiore e del Bacino del Toce per quanto riguarda la precipitazione orografica, del Passo del Brennero e della Wipptal per il Fohen e il gap flow, della Valle del Reno per lo studio dello strato limite planetario.

Riassunti e dettagli meteorologici delle singole IOPs possono essere reperiti qui:
www.atmos.washington.edu/%7Ehouze/WorkingGroup/iop_summ_rah.html
e con maggior completezza, corredati di foto, immagini, piani di volo e quant’altro qui:
https://catalog.eol.ucar.edu/map/

Le Alpi, grande laboratorio naturale per la ricerca in meteorologia – Link a tutti gli articoli

Primo articolo:
Progetti scientifici in area Alpina: MAP e MAP DPHASE
www.meteogiornale.it/news/read.php?id=15800

Secondo articolo:
Il progetto MAP: obiettivi scientifici ed organizzazione
www.meteogiornale.it/news/read.php?id=15801

Terzo articolo:
Autunno 1999: fuoco alle polveri! Ha inizio la campagna di misure MAP
www.meteogiornale.it/news/read.php?id=15802

Quarto articolo:
Flusso su orografia e precipitazione orografica
www.meteogiornale.it/news/read.php?id=15803

Quinto articolo:
Il progetto MAP DPHASE prosegue il lavoro iniziato dal MAP
www.meteogiornale.it/news/read.php?id=15804

Sesto articolo:
Quali sono gli obiettivi specifici del DPHASE?
www.meteogiornale.it/news/read.php?id=15805

Settimo articolo:
Il DPHASE è all’opera! Vediamone i dettagli tecnici
www.meteogiornale.it/news/read.php?id=15806

Ottavo e ultimo articolo:
Bibliografia e riferimenti
www.meteogiornale.it/news/read.php?id=15807

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