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L’Atlantico fa meno paura e si rivede l’Anticiclone: durerà?

di Ivan Gaddari
14 Nov 2014 - 13:06
in Senza categoria
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Schiarite illusorie:
quanto descritto pocanzi rappresenta una trend evolutivo a medio raggio, ma nel breve parlare di bel tempo è pura utopia. Non che oggi manchino le schiarite, intendiamoci, ma trattasi come detto più volte di semplice intervallo tra perturbazioni successive. Una se ne va via, un’altra arriva. Sbarcherà in Italia già stasera, nelle regioni di Nordovest, ma progredirà rapidamente ad est coinvolgendo gran parte del Centro Nord.

La novità sostanziale:
rispetto agli impulsi perturbati passati, il prossimo verrà sostenuto da venti occidentali. Fin da subito. Mancando lo Scirocco si ridurrà una delle componenti altamente deleterie dei nubifragi: lo stau orografico. Tale fenomeno verrà osservato sulle tirreniche e a ridosso dei rilievi settentrionali, ma possiamo ribadirvi con certezza la minore incisività dei fenomeni pur non escludendo accumuli localmente rilevanti. Ciò che preoccupa è la situazione di criticità che continua a persistere su varie regioni e bacini idrografici del Nord, non ultimo il Po. Basterebbero piogge ben più “docili” di quelle passate per aggravare ulteriormente lo scenario idro-geologico.

Spiragli di miglioramento:
giusto, a nostro avviso, dare ampio risalto al medio termine e quindi al trend settimanale perché finalmente sembrerebbe profilarsi un miglioramento. Le manovre a carico del Vortice Polare, ampiamente descritte negli editoriali precedenti, dovrebbero innescare un indebolimento dei Vortici Atlantici e conseguentemente ridurre gli assalti perturbati nel cuore del Mediterraneo. Il rallentamento del flusso zonale potrebbe coincidere col collasso di un’ansa ciclonica in pieno Oceano e la conseguente risposta dinamica anticiclonica alle nostre latitudini. Ecco quindi che all’orizzonte riappare l’Alta Pressione, tra l’altro sostenuta da aria piuttosto mite da sud.

Il cambio circolatorio:
torniamo al Vortice Polare. Mercoledì, prima ancora lunedì, sottolineammo una certa debolezza della struttura ciclonica e la dislocazione tra USA e Asia dei due lobi principali. Tali dinamiche hanno condotto a pesanti ondate di gelo proprio nelle aree indicate, mentre in Europa abbiamo assistito ad una presa di posizione della Depressione d’Islanda. Quel che resta da capire è se il quadro barico europeo risentirà o meno – ed eventualmente in che modo – di un Vortice Polare non brillantissimo.

Le ipotesi modellistiche:
il primo ad indicare possibili discese fredde da est, con interessamento del nostro Paese, fu il modello americano GFS. Negli ultimi giorni abbiamo assistito alla proposizione di nuovi scenari, non ultimo la conquista del Mediterraneo per mano di una poderosa struttura anticiclonica. Ciò non toglie che nel ventaglio delle ipotesi resti in piedi quella orientata all’inverno incipiente entro la fine di novembre. Il modello europeo ECMWF è invece meno propenso alla soluzione anticiclonica, dando maggior credito alla persistenza atlantica e successivamente aprendo degli spiragli per eventuali discese fredde dal nord Europa. Quale dei due avrà fiutato la giusta traccia? La prossima settimana ne sapremo sicuramente di più.

Focus: evoluzione sino al 27 novembre 2014
Si prospetta un weekend di maltempo in particolare nelle regioni Settentrionali – Nordest in primis – e lungo il versante tirrenico. Le correnti occidentali andranno a sbattere contro l’Appennino, ciò significa che sul lato adriatico e sullo Ionio le condizioni meteorologiche saranno migliori o comunque meno compromesse. Tale scenario dovrebbe tenerci compagnia sino a metà della prossima settimana, momento in cui la struttura anticiclonica da sud dovrebbe ripristinare condizioni di bel tempo.

A nostro avviso potrebbero riproporsi impulsi instabili atlantici o comunque correnti umide occidentali. Difficilmente assisteremo ad una coriacea tenuta anticiclonica sino a fine mese. Ma anche qualora dovesse riaffermarsi l’Atlantico, i suoi effetti potrebbero risultare decisamente meno preoccupanti degli attuali.

Evoluzione sino al 02 dicembre 2014
Rimaniamo del nostro avviso, ovvero entro la fine del mese si potrebbero mettere in moto le prime masse d’aria fredda verso latitudini meridionali. Da valutare, eventualmente, l’effettivo coinvolgimento dell’Italia.

In conclusione.
L’autunno si appresa a tagliare il traguardo e i modelli sembrano fiutare il cambio stagionale proponendoci – seppur a fasi alterne – interessantissime dinamiche invernali.

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