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L’Alta Pressione riprende il comando della situazione, ma non mancano i disturbi

di Mauro Meloni
06 Nov 2006 - 15:29
in Senza categoria
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Italia vista dal Meteosat, sotto una coltre nuvolosa diffusa, ma senza fenomeni di rilievo. Persiste un flusso settentrionale in quota, l'Anticiclone si mantiene ancora per poco defilato leggermente ad ovest. Eumetsat copyright
L’Italia mostrata dalle ultime immagini Meteosat non appare certo baciata dal sole, ma la nuvolosità così presente in maniera diffusa non deve comunque trarre in inganno, in quanto non è collegata a sistemi frontali insidiosi.

In effetti l’Anticiclone è individuabile slanciato sui meridiani poco ad ovest della nostra Penisola, non ha ancora preso saldamente il comando, ma si prepara rapidamente a piazzarsi con i massimi proprio sopra il nostro Paese, per alcuni giorni.

L’attuale posizione leggermente defilata ad ovest sta infatti consentendo l’insistenza di un flusso settentrionale su gran parte delle nostre regioni, specie al centro-sud, non più freddo ma solamente fresco. In seno a tale flusso che scorre lungo il bordo orientale della struttura Anticiclonica, transita su di noi modesta nuvolaglia innocua.

Tali correnti, presenti debolmente anche negli strati medio-bassi dell’atmosfera, favoriscono inoltre la genesi di nuvolosità bassa in special modo sui mari prodotta dall’umidità. Le aree più penalizzate dalle nubi risultano quelle del medio-basso Tirreno, ove non si esclude qualche isolata pioviggine sulle coste e sui versanti esposti dei rilievi della Calabria e dell’est della Sicilia.

Tra le conseguenze principali del regime Anticiclonico vi è l’aspetto termico, con le inversioni notturne ancora protagoniste sulle pianure e sulle vallate interessate da cieli sereni e calme di vento.

Si segnala una vivace ripresa, per quanto concerne i valori massimi, in particolare sulle alture Alpine occidentale, interessate da una consistente risalita dello zero termico fino a quote superiori ai 3000 metri, per via della vicinanza della bolla Anticiclonica in quota, al momento posizionata sulla Francia.

Questa non costituisce certo una buona notizia, in quanto le nostre Alpi sono ancora a secco d’importanti nevicate, e questo nuovo deleterio aumento termico in quota andrà a vanificare anche gli innevamenti artificali, laddove sono stati effettuati sfruttando il recente raffreddamento.

L’evoluzione, come detto, vedrà il rapido consolidamento dell’Alta Pressione in piena azione sull’Italia. Attualmente, infatti il promontorio si erge lungo i meridiani, dal Mediterraneo occidentale fino al Regno Unito.

Nel corso dei prossimi giorni assisteremo a una rotazione oraria della struttura stabilizzante, che porterà a posizionare il suo perno principale in corrispondenza delle nostre regioni, specialmente del centro-sud, con stabilità che tenderà dovunque a rafforzarsi.

Malgrado l’Alta Pressione, i cieli non saranno certo dovunque sereni, per via dell’accumulo d’umidità schiacciata verso il basso. E’inoltre probabile un progressivo aumento della diffusione ed intensità delle nebbie, in particolare sulla pianura padano-veneta.

Non sono attese significative variazioni fino a venerdì, quando vi è la debole possibilità di una nuova modesta incursione fredda lungo il settore orientale dell’Italia, causata da un nuovo arretramento del promontorio Anticiclonico, che andrebbe nuovamente a verticalizzarsi.

Il dominio dell’Anticiclone non è ormai una novità, e le radici così forte posti da tale struttura non incoraggiano certo a dar credito alla possibilità dell’arrivo delle prime precipitazioni importanti su gran parte d’Italia, non prima di metà novembre. E, dopo un ottobre trascorso all’insegna della siccità, la situazione si fa pesante e preoccupante.

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