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L'alluvione di Sarno e Quindici. Reportage di una tragedia annunciata (parte prima)

di Fiorentino Marco Lubelli
28 Ott 2004 - 23:07
in Senza categoria
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Introduzione

Il mese di Maggio così come quello di Aprile è caratterizzato da frequenti scambi di calore fra le alte, e le basse latitudini. Questi scambi meridiani, danno vita a una stagione particolarmente vivace, con quantitativi di precipitazione che, a volte ne fanno, specie al sud, la stagione più piovosa dell’anno. Quel 5 Maggio del 1998, accadde un fatto meteorologico particolarmente violento sul nostro meridione, che fu la causa scatenante di una tragedia nella quale grossa mano diede l’uomo con la sua incuria nella gestione del territorio. Analizzeremo questa tragedia prima dal punto di vista territoriale poi meteorologico, e in fine idrogeologico.

Inquadramento territoriale

I comuni di Sarno e Quindici sorgono alla base di una stretta piana attraversata dal fiume Sarno, fra il monte Vesuvio e le prime asperità dell’appennino irpino. La situazione geologica, componente essenziale della tragedia, è la seguente: i comuni di Sarno, Quindici, Bracigliano e S. Felice a Cancello sono posti alle pendici del monte Pizzo D’Alvano, composto da un basamento calcareo ricoperto da uno strato di detriti piroclastici, derivanti dalla deposizione, nel corso dei secoli, delle polveri derivanti dalle successive eruzioni del Vesuvio. Come vedremo nell’analisi idrogeologica queste particolari condizioni geologiche costituiranno una delle cause del disastro.

Di seguito le carte del primo maggio 1998, con una vasta circolazione ciclonica in avvicinamento sull’area del Mediterraneo, nell’elaborazione del MeteoGiornale.

immagine 1 del capitolo 1 del reportage lalluvione di sarno e quindici 01/05/1998 GPT e temperature a 500 hPa.

immagine 2 del capitolo 1 del reportage lalluvione di sarno e quindici 01/05/1998 GPT e temperature a 850 hPa.

immagine 3 del capitolo 1 del reportage lalluvione di sarno e quindici 01/05/1998 GPT, UR e temperature a 700 hPa.

immagine 4 del capitolo 1 del reportage lalluvione di sarno e quindici 01/05/1998 Vento, velocità verticale e acqua precipitabile a 700 hPa.

Continua…

Cerca per tag: meteo clima

Pubblicato da Fiorentino Marco Lubelli

Inizio Pagina

IntroduzioneIl mese di Maggio così come quello di Aprile è caratterizzato da frequenti scambi di calore fra le alte, e le basse latitudini. Questi scambi meridiani, danno vita a una stagione particolarmente vivace, con quantitativi di precipitazione che, a volte ne fanno, specie al sud, la stagione più piovosa dell’anno. Quel 5 Maggio del 1998, accadde un fatto meteorologico particolarmente violento sul nostro meridione, che fu la causa scatenante di una tragedia nella quale grossa mano diede l’uomo con la sua incuria nella gestione del territorio. Analizzeremo questa tragedia prima dal punto di vista territoriale poi meteorologico, e in fine idrogeologico. Inquadramento territorialeI comuni di Sarno e Quindici sorgono alla base di una stretta piana attraversata dal fiume Sarno, fra il monte Vesuvio e le prime asperità dell’appennino irpino. La situazione geologica, componente essenziale della tragedia, è la seguente: i comuni di Sarno, Quindici, Bracigliano e S. Felice a Cancello sono posti alle pendici del monte Pizzo D’Alvano, composto da un basamento calcareo ricoperto da uno strato di detriti piroclastici, derivanti dalla deposizione, nel corso dei secoli, delle polveri derivanti dalle successive eruzioni del Vesuvio. Come vedremo nell’analisi idrogeologica queste particolari condizioni geologiche costituiranno una delle cause del disastro. Di seguito le carte del primo maggio 1998, con una vasta circolazione ciclonica in avvicinamento sull’area del Mediterraneo, nell’elaborazione del MeteoGiornale. 01/05/1998 GPT e temperature a 500 hPa. 01/05/1998 GPT e temperature a 850 hPa. 01/05/1998 GPT, UR e temperature a 700 hPa. 01/05/1998 Vento, velocità verticale e acqua precipitabile a 700 hPa. Continua… Cerca per tag: meteo clima Pubblicato da Fiorentino Marco Lubelli Inizio Pagina

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