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In Tasmania è record: registrate le più alte temperature invernali delle acque

di Alessandra Garau
12 Ago 2009 - 08:07
in Senza categoria
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L'immagine in alto evidenzia la dilatazione della Corrente di Leeuwin lungo le coste della Tasmania, in un arco di 15 giorni. I dati sulla temperatura della superficie marina sono ottenuti con le scansioni effettuate dai satelliti polari. La mappa in basso mostra le correnti oceaniche che fluiscono lungo le coste dell'Australia e della Tasmania. In rosso è segnalata la Tasmania. E' possibile cliccare su entrambe le immagini per vederne un ingrandimento. Immagine satellitare gentilmente concessa dal CSIRO, rielaborazione grafica a cura della Redazione Meteo Giornale.

Una significativa estensione della Corrente di Leeuwin verso la punta meridionale della Tasmania, raggiungendo St Helens dal lontano nord, è stata rivelata agli oceanografi dai satelliti. E’un eccezionale fenomeno tenuto sotto stretta osservazione da specialisti di Telerilevamento del CSIRO (Commonwealth Scientific and Industrial Research Organisation) che in questi giorni stanno osservando le correnti con i dati satellitari e rilievi fatti direttamente sull’Oceano dalla Maria Island, nella costa orientale della Tasmania.

Gli oceanografi del CSIRO Katy Hill, David Griffin e George Cresswell studiano il comportamento dell’oceano nella regione australiana. Il Dottor Cresswell ha spiegato che gli scienziati usano le osservazioni da satellite dell’oceano insieme ad osservazioni dirette, fatte dalle navi come la Marine National Facility o la RV Southern Surveyor, dotate di strumentazioni all’avanguardia, attraverso le quali è possibile localizzare la traccia delle correnti o utilizzare altri indicatori come il movimento delle specie tropicali sino alle coste della Tasmania.

Secondo Cresswell è importante rilevare questi cambiamenti nell’oceano, perché possono avere delle conseguenze anche sugli ecosistemi marini, su attività come la pesca e l’acquacoltura, e sulla vita delle comunità costiere.

La Corrente di Leeuwin ha origine nel nord dell’Australia e scorre lungo le coste occidentali del Paese, incontrando la più nota EAC (la Corrente Est Australiana) in Tasmania. L’ubicazione del punto d’unione delle due correnti varia stagionalmente e di anno in anno, a seconda della forza con cui ogni corrente si sviluppa e procede.

Gli oceanografi ipotizzano una prevalenza della EAC, perché pensano che gradualmente si stia rinforzando, mentre la Corrente di Leeuwin pare indebolirsi. I cambiamenti nell’EAC sono fra i più significativi a livello globale negli oceani; per via dei continui record mensili nelle misure, questi cambiamenti sono uno degli indicatori più importanti per il monitoraggio del clima ed il controllo ambientale, nell’oceanografia australiana.

Dal 1944, ad est della Maria Island, si raccolgono dati sulla temperatura, sulla salinità e sostanze nutrienti, che hanno permesso di dimostrare come l’influenza della EAC e della Corrente di Leeuwin sia variabile nelle acque della Tasmania. L’IMOS (Integrated Marine Observing System) ha attualmente sistemato una Stazione di Riferimento Nazionale nello stesso punto dei precedenti rilievi e i dati sono aggiornati ogni 10 minuti. Mensilmente vengono anche raccolti con delle barche esemplari per misurare i nutrienti, phytoplankton e zooplankton.

Le immagini da satellite indicano che la temperatura superficiale delle acque, che scorrono sulla corrente della piattaforma continentale è circa 13 gradi, quasi due gradi superiore alla temperatura rilevata nei precedenti anni, durante lo stesso periodo. La dottoressa Katy Hill porta avanti le sue ricerche sulla EAC dal 2005, come parte dei suoi studi di Dottorato nel programma di Scienze Quantitative Marine, nato dalla collaborazione tra CSIRO e Università della Tasmania.

Rodney Treloggen, dirigente esecutivo della filiale a St. Helens della Tasmanian Rock Lobster Association, ha affermato di non essere a conoscenza della correlazione tra Oceano indiano e specie ittiche, ma i pescatori hanno descritto questo periodo come un’annata pessima per la pesca nelle coste est e sud orientali della Tasmania. Il riscaldamento delle acque ha dunque un impatto in questa attività, ma spetta agli oceanografi approfondire i loro studi ed indicare di che entità possa essere. Attendiamo dunque pubblicazioni e risultati in merito.

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