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Impulso freddo ed instabile porta rovesci al Sud

di Mauro Meloni
07 Feb 2008 - 19:16
in Senza categoria
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Quadro delle precipitazioni previste per la prossima notte da
Come nelle previsioni, il campo anticiclonico ha guadagnato terreno sulla parte centro-occidentale del Continente Europeo, convogliando al tempo stesso masse d’aria più fredda poco più ad est; si è così creato un corridoio di correnti più fredde che, per via dell’attuale disposizione della cellula di Alta Pressione, riesce a penetrare fin sulle zone orientali e meridionali italiane.

Già dal mattino una linea d’instabilità ha invaso le regioni del basso versante adriatico, prima avvisaglia dell’aria più fredda al seguito. In queste ore l’aria fredda sta man mano irrompendo lungo tutta la Penisola, con clima sempre piuttosto instabile al Sud e venti di tramontana che rinforzando progressivamente ad iniziare dalle coste del medio-basso Adriatico.

I contrasti vigorosi all’estremo Sud sono esaltati dalla presenza d’aria sempre più fredda in quota e da un’area depressionaria al suolo, in approfondimento sul Mar Ionio; le regioni più colpite sono la Puglia, la Basilicata, la Calabria e la Sicilia orientale, con rovesci a carattere sparso. Cade anche la neve sull’Appennino Meridionale, in virtù del rapido tracollo termico, a quote man mano inferiori ai 1000 metri.

Sul resto d’Italia domina invece un contesto di netta stabilità, in particolare su tutte le regioni centro-settentrionali tirreniche e sulla Sardegna. Clima molto mite su queste zone, in attesa dell’arrivo veloce dell’aria più fredda: il campo termico ha fatto rilevare una temporanea brusca risalita, favorita dal soleggiamento e dall’aria secca nei bassi strati. Significativi i picchi massimi, nelle ore centrali, di oltre 15 gradi su alcune zone delle pianure del Nord, fino ai 18-19 gradi di Liguria e Sardegna.

Il dato più saliente delle prossime ore riguarderà proprio il generalizzato calo termico: rispetto allo scenario odierno, entro domani pomeriggio vi sarà un cospicuo calo in quota, in alcune zone anche di quasi 10 gradi, specie attorno alle Isole laddove ancora oggi insisteva aria molto più tiepida. Le zone che risentiranno meno del calo termico saranno quelle alpine, ove permarrà l’influenza più ravvicinata del mite cuore anticiclonico a tutte le quote.

Proseguirà ancora nelle prossime ore l’azione instabile al Sud, come evidenzia la cartina in alto: in nottata sono previsti ulteriori fenomeni sulle estreme zone meridionali, causati dal sopraggiungere d’ulteriore aria fredda alle quote medio-alte dell’atmosfera. La neve cadrà a quote ancora più basse, fino localmente in collina sui rilievi meridionali appenninici.

Questi apporti d’aria fredda d’origine artica rafforzeranno ed alimenteranno ulteriormente la ferita ciclonica fra le regioni meridionali e la Penisola Ellenica. Area vorticosa che si contrapporrà al forte Anticiclone europeo, i cui massimi saranno prossimi alle aree alpine.

Tenderà in tal modo ad accentuarsi il netto scarto barico fra l’area anticiclonica (massimi di oltre 1040 hPa a nord delle Alpi) e la Depressione sul Mar Ionio, la quale entro domani pomeriggio si approfondirà ulteriormente, raggiungendo valori inferiori ai 1010 hPa.

La conseguenza sarà una forte circolazione di venti settentrionali, specie al Centro-Sud. Nonostante il soleggiamento, il calo termico entro domani si avvertirà ancor di più proprio grazie alla circolazione sostenuta dei venti.

Confermiamo anche quest’oggi la probabile duratura persistenza di una circolazione moderatamente fredda orientale per tutti i restanti giorni della settimana (ed anche oltre probabilmente), poiché vi sarà l’unione della cellula altopressoria europea a quella russa.

In tal modo l’area depressionaria, in graduale lento trasferimento verso il Mediterraneo Orientale, resterà in parte alimentata da un continuativo afflusso orientale, lungo il quale s’inseriranno ulteriori modesti noccioli freddi in quota.

Tale lungo ponte anticiclonico favorirà nel contempo sostanziale stabilità su gran parte del Paese, tranne disturbi ancora a tratti sulle estreme regioni meridionali, le più esposte agli apporti delle correnti di provenienza balcanica.

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