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Il ritorno dell’anticiclone africano, e questa volta fa sul serio

di Stefano Zerauschek
21 Lug 2009 - 06:58
in Senza categoria
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L'ingombrante presenza atlantica nel nord-ovest europeo costringerà l'asse dell'anticiclone africano ad avere una pronunciata inclinazione da ovest/sud-ovest a est/nord-est, salvando parzialmente dalla sua calura le regioni italiane nord-occidentali ma investendo in pieno quelle centro-meridionali. Fonte: www.meteogiornale.it/mappe
L’Africano torna a far visita al Mediterraneo e all’Italia a distanza di pochi giorni dall’incursione della passata settimana e tutte le estrapolazioni della modellistica evidenziano come questa nuova avvezione calda sarà decisamente peggiore della scorsa, soprattutto sul Centro-Sud, Isole (Sardegna in particolare) e sull’Emilia Romagna.

Nel precedente appuntamento, relativo alla passata invasione africana, dicemmo che, probabilmente, non si sarebbero raggiunti valori termici record, ma, data la struttura possente di quell’anticiclone, ci sarebbe stato spazio per sue future intromissioni verso il nostro Paese.

A distanza di una settimana, ritroviamo una discesa instabile sull’Atlantico Orientale e una risposta bollente dall’entroterra sahariano verso la Penisola Iberica ed il Mediterraneo Occidentale, in significativa estensione anche a quello Centrale ed ai Balcani, nel corso della settimana.

Le masse d’aria che risalgono dal Nord-Africa si presentano molto secche e molto calde a tutte le quote e, quindi, estremamente stabili; esse favoriscono lo sviluppo di un promontorio anticiclonico, il quale, in seno a correnti meridiane, si protende in modo deciso dal Sahara verso il continente europeo.

Al contrario di altre situazioni di questo tipo (Agosto 2003), tale ascesa verrà fermata, sulle Alpi, dal concomitante approfondimento di una depressione atlantica sul Regno Unito.

Questo significa che l’anticiclone africano sarà costretto a coricarsi sui paralleli, trovandosi co-protagonista di una configurazione isobarica detta “di blocco” e, quindi, a stazionare per molto tempo in area mediterranea.
L’analisi appena espressa evidenzia che l’onda di calore sarà piuttosto prolungata sul nostro Paese, ma non solo: risulta relativamente immediato, infatti, che un confinamento dell’influenza dell’Africano all’area mediterranea, “vicino casa” quindi, limiterà notevolmente i rimescolamenti meridiani e, di conseguenza, la massa d’aria originaria, in quota, presenterà caratteristiche pressoché immutate, mentre, al suolo, si caricherà di umidità con il passare dei giorni.

A partire dal 22 luglio avremo caldo afoso in intensificazione con valori termici che potranno superare diffusamente i 40°C al Centro-Sud Italia, zone interne, e Isole, mentre, lungo le coste, se la brezza potrà limitare le massime entro i 35-36°C, si avrà un accumulo di umidità tale da far risultare un indice di calore (“Heat Index”, sensazione a pelle) prossimo, comunque, ad i 40°C.

Volutamente non si è citato, ancora, il Nord Italia, dal momento che esso si verrà a trovare in una sorta di “Limbo”. Le correnti prevalenti, da sud-ovest, porteranno anche lì il loro carico di calore ed umidità, ma, il continuo susseguirsi di sistemi frontali atlantici sull’Europa transalpina, farà pervenire alcune infiltrazioni che potrebbero dar luogo ad intensi temporali sulle Alpi Centro-Occidentali e, sporadicamente, anche sulla Pianura Padana, mitigando i valori massimi; d’altro canto, i continui apporti umidi limiteranno l’escursione termica facendo aumentare sensibilmente le temperature minime.

Risulteranno maggiormente protetti, e quindi succubi dell’intensa afa, l’Emilia Romagna, soprattutto, ma anche il Veneto ed il Friuli Venezia Giulia, sia pur in misura minore.

Rispetto all’onda calda della settimana scorsa, questa si presenta più lunga e più intensa.

Nella libera atmosfera, a 850hpas, quota topografica ideale (circa 1500m) per poter pronosticare gli effetti delle onde calde e fredde al suolo, i valori termici saranno, diffusamente, superiori di 3-4°C rispetto a quelli della precedente ondata, specie al centro-sud. Sulla Toscana e lungo il versante Adriatico si potranno raggiungere i 26°C a tale quota, contro i 21-22°C dell’onda calda appena passata.

Infine, da segnalare che l’attenuazione dell’afa al Nord, nel fine settimana, sarà dovuta a correnti da Nord-Est, a seguito di un fronte atlantico transitato oltr’Alpe nella giornata di venerdì; questo potrebbe significare un annullamento delle brezze di mare in Liguria, Toscana e sull’Alto Adriatico veneto-giuliano con picchi importanti di caldo torrido su tali aree.

Ugualmente, in fase prefrontale, quindi venerdì, si potrebbero avere venti occidentali, con effetto “simil-Foehn”, sulle coste di Romagna, Marche ed Abruzzo, con massime molto superiori ai giorni precedenti.

Al momento non è ancora apprezzabile una nuova rinfrescata diffusa.

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