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Il netto riscaldamento della stagione invernale

di Marco Rossi
24 Set 2006 - 11:11
in Senza categoria
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In rosso le aeree che hanno subito il maggior riscaldamento. Immagine fonte NASA.
Il sito della NASA ci permette anche di effettuare alcuni piccoli calcoli grafici, prendendo come base il periodo di riferimento 1951-80.

Ci è possibile, ad esempio, visualizzare in forma grafica, su mappa, quello che è stato il riscaldamento della stagione invernale (mesi di Dicembre, Gennaio e Febbraio), durante il periodo 1981-2006.

Scopriamo, in questo modo, che gli inverni degli ultimi 25 anni si sono decisamente riscaldati, rispetto al trentennio precedente.

Sulla nostra Penisola, il riscaldamento è stato massimo al Nord, in particolare sull’Arco Alpino, ove lo scarto è stato di +0,5°C, mentre sul resto d’Italia gli inverni sono saliti di circa +0,2°/+0,5°C rispetto al trentennio precedente, scarto che si riduce quasi a zero sul Sud Italia.

Un riscaldamento compreso tra +0,5° e +1,0°C riguarda l’Europa centrale ed occidentale, mentre uno scarto compreso tra +1,0° e +2,0°C riguarda quasi tutta l’Asia, con massimo riscaldamento in quella centrale, ove si toccano i +4,0°C di caldo in più rispetto al trentennio precedente.

Si tratta di uno scarto fortissimo, che viene sfiorato anche in un’altra zona dell’emisfero settentrionale, cioè quella compresa tra il Canada centrale e l’Alaska.

Stranamente, vi sono zone che si sono raffreddate, negli inverni dal 1981 ad oggi, e corrispondono alla Siberia nord orientale, con uno scarto massimo di -0,5°C, e la zona tra la Groenlandia centro orientale e la Baia di Baffin.

Qui il raffreddamento è stato sensibile, e pari ad un massimo di -2,0°C rispetto alla norma 1951-80.

L’emisfero meridionale presenta invece un riscaldamento lieve, e molto meno sensibile rispetto a quello dell’emisfero boreale.

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