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Il clima delle Isole Falkland (Malvinas): inclemente, con pioggia, neve e vento protagonisti abituali

di Giovanni Staiano
25 Ago 2004 - 10:14
in Senza categoria
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Due suggestive immagini delle Isole Falkland, gentilmente concesse da www.tourism.org.fk.
il clima delle isole falkland malvinas inclemente con pioggia neve e vento protagonisti abituali 1237 1 2 - Il clima delle Isole Falkland (Malvinas): inclemente, con pioggia, neve e vento protagonisti abituali
Nell’Atlantico Meridionale, intorno al 52°S, l’arcipelago delle Isole Falkland (Malvinas in spagnolo), costituito da due isole principali separate dallo stretto omonimo, e da alcuni isolotti minori, occupa una superficie di circa 12.000 kmq. Le isole appartengono al Regno Unito, che non esitò ai tempi della Thatcher a guerreggiare contro l’Argentina, che le reclamava, per mantenerne il possesso. Inglese è anche la Georgia del Sud, 3075 kmq, che si trova a sudest delle Falkland, intorno ai 54°S.

La morfologia delle Falkland non è troppo tormentata. Poche le zone pianeggianti, ma il terreno è in prevalenza collinare, con altitudine massima sui 700 metri. Diversa la musica sulla Georgia del Sud, dove la parte meridionale è molto montagnosa. La montagna più alta, il Paget, quota 2934 metri e ospita grandi ghiacciai che scendono fino a quota molto bassa, localmente anche al mare.

A stagioni invertite, la latitudine molto britannica e la comune marittimità del clima farebbero pensare a similitudini tra il clima di queste isole e quella della madrepatria, in particolare delle zona costiere e delle isole minori (il pensiero corre alle Ebridi o alle Shetland). Qualche punto in comune in effetti c’è: la ridotta escursione termica sia giornaliera che stagionale, la frequente nuvolosità, la presenza frequente di venti intensi a componente occidentale. Queste caratteristiche sono quelle appunto tipiche di un clima oceanico, ma mentre alle Shetland o alle Ebridi il clima è temperato, alle Falkland, pur essendo la latitudine minore, esso è di tipo subpolare. Se proprio vogliamo trovare una somiglianza, le Falkland possono essere paragonate alle europee Far Oer, che a 62°N sono però molto più vicine alle latitudini polari. La Georgia del Sud può poi addirittura paragonarsi all’islandese Grimsey o alla norvegese Jan Mayen, che sono ben oltre il Circolo Polare.

E’ la diversità delle temperature tra l’Atlantico settentrionale e quello meridionale a fare la differenza. Mentre intorno alle Isole Britanniche e alle coste e isole norvegesi e islandesi scorre la tiepida corrente del Golfo, nell’Atlantico meridionale è la fredda corrente antartica a mantenere basse le temperature delle acque e di conseguenza quella delle terre emerse.

Dal punto di vista della situazione barica prevalente, sia le Falkland che la Georgia del Sud sono quasi sempre percorse dal flusso perturbato che si muove in quella cintura di basse pressioni che circonda il continente antartico, dove invece staziona in permanenza un’alta pressione di carattere termico. Le depressioni che con ritmo incessante scorrono da ovest verso est vengono annunciate dal vento di nordovest, si manifestano con il loro carico di precipitazioni, abbondanti soprattutto sui versanti occidentali dei rilievi, vengono seguite dal vento freddo di sudovest apportatore di effimere schiarite, ma anche di rovesci. Non esiste quindi una stagione asciutta, ma solo una leggera diminuzione delle precipitazioni tra la tarda primavera e l’inizio dell’estate, anche qui con una certa similitudine con quanto avviene alle Far Oer come alle Shetland.

Le precipitazioni, in questa situazione di venti spesso forti e piuttosto costanti, sono comunque influenzate fortemente dall’orografia. In genere sono comprese tra 1000 e 2000 mm, ma superano i 2000 sui versanti montuosi esposti alle correnti oceaniche, mentre restano sotto i 1000 mm nelle zone di relativa ombra pluviometrica sottovento ai medesimi rilievi.

La neve cade normalmente fino al mare da maggio a ottobre sulla Georgia del Sud, dove comunque tempeste di neve improvvise possono raggiungere la costa anche in estate.

Sulle Falkland la neve prevale sul mare solo da giugno a settembre, ma come non è infrequente che sotto i 3-400 metri piova anche in inverno, può nevicare in bassa collina anche nelle stagioni di mezzo. Le precipitazioni sono invece sempre in forma di pioggia in estate. La variabilità è comunque sovrana, quindi in uno stesso giorno, col succedersi dei fronti caldi e freddi si può per esempio passare, nell’inverno delle Falkland, dalla pioggia anche sui rilievi alla neve sul mare.

Le isoterme al livello del mare sono in gennaio intorno ai 9°/10°C alle Falkland e sui 5°C in Georgia del Sud (ovunque comunque è febbraio il mese più caldo, altro omaggio alla marittimità), mentre in luglio siamo rispettivamente sui 2°/3°C e sui -1°/-2°C (idem in agosto).

Il capoluogo delle Falkland è Stanley, a 51,7°S. Le sue temperature medie (tutte in °C) sono: luglio 2,0°, ottobre 5,2°, febbraio 9,3°, aprile 6,0°, anno 5,7°. Le precipitazioni ammontano a 643 mm/anno, con periodo più asciutto quello settembre-ottobre (39 e 38 mm) e periodo più umido da dicembre a maggio (record in gennaio con 72 mm).

Grytviken (54,3°S) è l’unico centro abitato significativo della Georgia del Sud. Il nome ricorda l’origine norvegese di buona parte dei suoi pochi abitanti, i cui avi si trasferirono in questa isola desolata al seguito delle attività di caccia alla balena. Le temperature medie ci danno conto di una escursione stagionale estremamente ridotta: luglio e agosto -1,5°, ottobre 1,7°, febbraio 5,4°, aprile 2,5°, anno 1,8°. Precipitazioni pari a 1473 mm/anno, con periodo meno umido da ottobre a dicembre (93, 94 e 87 mm nei tre mesi) e al contrario precipitazioni molto abbondanti da marzo ad agosto, tutti mesi oltre i 130 mm (record in maggio con 153).

Foche e pinguini sono le principali attrattive delle isole Falkland, i cui pochi abitanti sono per lo più dediti alla pesca e all’allevamento di ovini (si calcola che questi siano 700.000, con una popolazione umana che va poco oltre le 2000 unità), con il turismo che va comunque assumendo importanza crescente nell’economia locale. Lo sviluppo turistico prese il via proprio subito dopo la guerra anglo-argentina, quando Margaret Thatcher pensò di rilanciarne l’economia e l’immagine, favorendo lo sviluppo di infrastrutture che permettessero a 2-3.000 persone ogni anno di visitare l’arcipelago.

Non si tratta certo di zone battute dal turismo di massa, ma la natura aspra e selvaggia attirano quella tipologia di turista alla ricerca di “wilderness” e non di eccessive comodità, lo stesso, più o meno, che nel nostro emisfero va a fare trekking alle Far Oer.

Siti Internet interessanti sono www.tourism.org.fk, www.falklandislands.com (sito ufficiale) e www.sgisland.com.

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