E’ bastato uno spiffero di correnti fredde da est per causare un brusco calo delle temperature al Nord e su parte delle regioni centrali, con il ritorno della neve a quote basse quando ormai ci troviamo in pieno fine marzo. Queste condizioni sono state esaltate dal fatto che si tratta di aria dalle caratteristiche continentali, ovvero molto rigida nei bassi strati dato che permane da settimane sui suoli dell’Europa Centro-Orientale. Rammentiamo che l’Italia si trova in piena confluenza fra due masse d’aria di diversa estrazione: non a caso, gran parte del Centro-Sud resta alle prese con condizioni tipiche stagionali e temperature relativamente miti.
L’afflusso freddo al Nord persisterà ancora per le prossime 24-36 ore, poi tenderà gradualmente a ridimensionarsi con il ritorno più deciso delle correnti più miti e temperate atlantiche: lo possiamo appurare dalla mappa in basso (fonte www.meteogiornale.it/mappe-modelli-meteo), che mostra la variazione termica ad 850 hPa attesa per venerdì rispetto al contesto attuale. Si notano gli incrementi termici diffusi un po’ su tutta Italia e specie al Nord-Est e zone oltre i confini alpini, sia ad est che a nord, dove è attualmente presente un consistente serbatoio d’aria molto fredda continentale. Nel periodo verso il week-end la neve tornerà quindi solo sui monti.