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GFS: Prove tecniche di peggioramento

di Alessandra Garau
12 Ott 2007 - 19:14
in Senza categoria
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Le proiezioni di GFS mostrano un proseguimento d'ottobre molto dinamico. Per la terza decade del mese (periodo riprodotto nella mappa) prevedono addirittura l'ingresso di una saccatura polare verso la Spagna, con richiamo di aria calda verso l'Europa centro-orientale e molto umida sul Mediterraneo occidentale. Per regioni quali Catalogna, Provenza, Linguadoca, Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta, potrebbe significare una situazione foriera di grandi piogge
Preambolo

In questo articolo presentiamo l’ipotesi di evoluzione prendendo in considerazione il solo modello GFS (Global Forecast System) del centro statunitense NCEP, il cui ultimo run è disponibile al seguento indirizzo: www.meteogiornale.it/mappe/gfs.php. La finalità è quella di descrivere l’evoluzione proposta al modello americano e di essere una guida per i lettori delle mappe da esso tratte.

Analisi e previsione a breve termine

Sull’Italia permane un campo di pressioni relativamente alte, uniche regioni che nel fine settimana risentiranno di una certa residua instabilità saranno le centrali e le meridionali, sud-Sardegna incluso.

Questo a causa dello scivolamento di aria più fresca in quota verso oriente, che verrà inglobata nella dinamica meridiana molto fredda in azione sui Balcani. Una linea d’instabilità galleggerà allora tra il canale di Sardegna e quello di Sicilia e, in collaborazione con i freddi venti di grecale, acuirà l’instabilità di cui sopra. Tempo che si riprenderà in maniera decisa dalla giornata di lunedì.

Più a oriente, tra Ucraina, Russia Bianca e area balcanica, il poderoso split polare dai chiari connotati invernali lascerà in eredità un vero e proprio lago gelido tra bassa e media troposfera. Sino a martedì resisteranno tenacemente termiche pari a -30°C a 500 hPa (5500 metri circa) e termiche pari a -5/-6°C a 850 hPa (1500 metri circa).

In area mediterranea, dopo l’instabilità dei prossimi giorni, aumento dei geopotenziali in quota in estensione a regioni alpine e Europa meridionale, leggera componente sub-tropicale su Mediterraneo centro-occidentale.

Più a occidente, dell’aria fresca in quota isolatasi in prossimità della Penisola Iberica, fungerà da calamita e incentiverà la discesa per via meridiana di aria a sua volta fresca e umida proveniente da un vortice depressionario con minimo sulle coste norvegesi. Il vortice polare non riuscirà a guadagnare terreno a latitudini inferiori per via delle resistenze anticicloniche oceaniche, ma il suo fresco input sarà sufficiente a squarciare quel velo di stabilità altopressoria in area mediterranea.

Come evolverà quindi il tempo secondo il modello americano?

A metà della prossima settimana, come una lama tagliente, l’aria instabile si avvicinerà alla nostra Penisola. Le correnti nella media e bassa troposfera si disporranno dai quadranti meridionali e in primo momento le precipitazioni dovrebbero interessare la Sardegna e le regioni più occidentali italiane. Importante in questa fase l’apporto di correnti più calde dall’Africa: acuiranno i contrasti rendendo l’aria più instabile. Contenuto l’incremento termico a 850 hPa sulle regioni centro-meridinali.

Importante sarà valutare la giusta collocazione dei minimi pressori in ambito mediterraneo e italico, ma le piogge dovrebbero interessare un po’ tutte le regioni, tranne forse le estreme regioni meridionali.

Questa sferzata instabile dovrebbe essere risucchiata via sul finire della settimana da un ennesimo tentativo di split polare sull’Europa orientale, parzialmente frenato dall’espansione di una robusta campana anticiclonica di matrice prettamente oceanica. Ma a noi rimarrà in dote un nucleo di aria fresca in quota che, posizionandosi in prossimità della Sardegna, destabilizzerà l’aria in un Mediterraneo in perenne stato di lacuna barica. Piogge stavolta più probabili per le regioni centro-meridionali italiane.

Fin qui abbiamo trattato del breve-medio termine fin dove cioè le previsioni dei modelli hanno una buona probabilità di verificarsi, ora ci spostiamo sul medio-lungo termine (8/15 giorni) e tutto ciò che verrà analizzato dovrà subire le necessarie conferme nei prossimi giorni.

Previsione lungo termine

Sul lungo termine, quindi, quest’area instabile si sposterà sulle isole Baleari ed il Mediterraneo occidentale. Ciò favorirà, anche grazie all’imperioso slancio altopressorio oceanico sin su verso le coste groenlandesi, una robusta discesa verso il Mediterraneo centro-occidentale di aria artica direttamente dal vortice polare, dalla robusta depressione anglo-scandinava.

Minimo pressorio allora in risalita su medio Tirreno, creazione di una ciclogenesi mediterranea e piogge ben distribuite sul territorio nazionale. Ma sarebbe solo il primo assaggio.

La discesa fredda si farebbe più veemente su Europa occidentale e Penisola Iberica, sino a -25°c a 500 hPa sulla Spagna e sino a 0°C a 850 hPa sulla Galizia (vedere immagine associata all’articolo). Forti correnti sud-occidentali sull’Italia nella media troposfera, più meridionali su bassa troposfera. In un primo momento termiche in forte risalita come è logico in tali situazioni meridiane sull’Italia meridionale, punte sino a +20°C a 850 hPa sulla Sicilia e Italia meridionale, mentre l’aria fredda in quota avanza preannunciando forti contrasti e forti precipitazioni.

Minimo in risalita dal canale di Sardegna al Mar Ligure, mentre la discesa d’aria fredda diventerà probabilmente una grande goccia fredda che si posizionerà tra Spagna, Francia e regioni alpine nord-occidentali italiane.

Una situazione marcatamente perturbata, chiaramente autunnale, dai probabili sviluppi assai interessanti, vista l’azione di blocco dell’alta oceanica da una parte e dell’alta pressione russo-balcanica dall’altra. Presagi prettamente autunnali, ma è pur sempre lungo termine. Ci ritorneremo, sperando in qualche conferma.

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