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GFS: Fase interlocutoria. Probabile peggioramento agli inizi della prossima settimana

di Pierfranco Serra
17 Ott 2008 - 16:25
in Senza categoria
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GFS non vede se non in tempi molto lunghi la possibilità di passaggio di perturbazioni tipicamente autunnali, anche se non vi sarà soltanto dominio altopressorio, ma anche frequenti episodi di instabilità. Fonte mappa: www.meteogiornale.it/mappe/gfs.php.
La saccatura artica che ha appena sfiorato la nostra Penisola, ci lascia in eredità una lieve attività ciclonica tirrenica, che lentamente si trascinerà in area egea. Tra questa sera e la giornata di domani, nuvole e qualche pioggia sulle regioni centrali e su quelle meridionali.

Dando uno sguardo a livello europeo, il quadro barico vede un’ingombrante alta pressione dinamica oceanica abbracciare nuovamente il cuore del Vecchio Continente. Non una perentoria affermazione quest’ultima, così qualcosa riuscirà a filtrare dalle logiche vorticose polari.

Una leggera ondulazione meridiana fredda si calerà sulla Penisola Iberica, dando linfa vitale alla all’attività ciclonica ormai di casa in questi ultimi tempi.

Domenica, l’aria fredda in quota si porterà tra le coste atlantiche portoghesi e quelle marocchine, piogge sparse tra Marocco, Algeria e Penisola Iberica.

Questo trend ondulatorio meridiano non porterà a delle consistenti variazioni sulle termiche nella bassa troposfera (1500 metri circa) in area mediterranea come sulla nostra Penisola. Le temperature saranno comprese per lo più tra i +8°C (anche +6°C sul settore alpino nord-orientale) delle regioni settentrionali e i +12°C delle estreme regioni meridionali. Fase tiepida.

Ma tra la giornata di lunedì e quella di martedì, qualcosa è destinato a cambiare.

L’intensa attività vorticosa polare presente tra Islanda e Penisola Scandinava, cercherà di trovare una strada praticabile che le permetta di perturbare i cieli sul Mediterraneo centro-occidentale.

E allora la strada migliore sarà quella utilizzare la falla iberica e tentare di traslare la saccatura polare con la classica modalità pendolare verso oriente, forzando le tenaci resistenze alto pressorie oceaniche.

Martedì prossimo l’intensa attività frontale sarà a ridosso dell’arco alpino nord-occidentale, pronto a sferzare con nubi e precipitazioni la nostra Penisola, a cominciare dal comparto tirrenico. Una rimonta tiepida di natura pre-frontale sub-tropicale africana andrà ad interessare in prima istanza la Sardegna.

Quale evoluzione?

Il medio termine secondo il modello americano

La suddetta azione nord-atlantica potrebbe portare ad un’insidiosa attività ciclonica prima basso tirrenica, poi nord-africana, evoluzione barica che favorirebbe abbondanti precipitazioni per le nostre Isole Maggiori e per le regioni centro-meridionali italiche. Fase lacunosa barica.

La goccia fredda fungerebbe da calamita e attirerebbe su di Noi una nuova e intensa saccatura polare per il finire della prossima settimana (in specifico tra sabato e domenica prossimi).

Ma chiaro, è una situazione assai dinamica, monitoriamo con attenzione quindi.

Il lungo termine secondo il modello americano

Il modello americano legge un ritorno perentorio dell’alta pressione e vista una nuova attività ondulatoria atlantica in aperto Oceano, l’alta pressione avrebbe anche caratteristiche sub-tropicali africane.

Anche un futuristico afflusso d’aria assai fredda continentale che scivolerebbe sul bordo orientale e meridionale del baluardo alto pressorio centro-europeo.

Diciamo che è ancora presto, ci ritorneremo.

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