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George colpisce l’Australia Occidentale

di Giovanni Staiano
09 Mar 2007 - 08:37
in Senza categoria
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Immagine da satellite dell'Australia delle 18.30 GMT di giovedì 8 marzo. Si notano George, che a quell'ora aveva appena toccato terra sull'Australia nordoccidentale, e a nordovest, nell'Oceano Indiano, Jacob. Fonte www.bom.gov.au.
Una forte ondata di caldo ha continuato ad imperversare giovedì su parte della costa occidentale dell’Australia, a sudovest dell’area dove ha fatto “landfall” il ciclone George. A Carnarvon, giovedì sono stati raggiunti i 44,5°C, mentre la media delle massime di inizio marzo è 31°C, mentre Shark Bay ha toccato 44,9°C. Martedì, Carnarvon aveva raggiunto 47,8°C, nuovo record assoluto (precedente 47,7°C il 23 gennaio 1953). Il 47,8°C di Carnarvon eguaglia la temperatura massima assoluta per marzo in tutta l’Australia, stabilito a Roebourne il 4 marzo 1998. Sempre martedì, record anche a Kalbarry, con 47,0°C.

Come detto, il ciclone George ha toccato terra, in anticipo rispetto alle previsioni, giovedì in Australia Occidentale, dopo una repentina accelerazione del suo movimento verso sud. George ha fatto “landfall” a nordest di Port Hedland, con venti sostenuti a 120 miglia orarie, per poi indebolirsi rapidamente nel suo avanzare verso l’entroterra. Il vento rimane comunque forte, essendo previsto ancora, vicino al “cuore” della tempesta, a oltre 60 miglia orarie alle 6 GMT di venerdì, quando l’ex ciclone probabilmente apporterà ancora piogge torrenziali. Intanto, a Marble Bar sono caduti 92 mm tra le 13.30 di giovedì e le 6.30 di venerdì, ora locale. A West Roebuck tra le 19 di mercoledì e le 6.30 di venerdì, sono stati registrati 139 mm. A Port Hedland, 91 mm registrati tra le 13 di giovedì e le 2 di venerdì. Prima che le misurazioni del vento si interrompessero, sono state registrate in questa stazione raffiche fino a 145 km/h.

Intanto, il ciclone Jacob continua a muoversi nell’Oceano Indiano, a sud dell’isola indonesiana di Giava. Giovedì mattina, accompagnato da venti fino a 50 miglia orarie (quindi ancora “tropical storm”) intorno ad un centro situato 465 miglia a sud di Jakarta, la capitale dell’Indonesia, era praticamente fermo. Nelle ore successive, ha cominciato a spostarsi in direzione sudest e così dovrebbe continuare a fare venerdì e sabato, rinforzando a ciclone di categoria 1, ma rimanendo in mare aperto.

Mercoledì 7 marzo, mentre il Canada orientale era nella morsa del gelo, il tempo era insolitamente mite più a ovest, in Alberta. Calgary ha registrato una massima di 15°C, 12°C oltre la media.

Piogge torrenziali hanno colpito parte dell’Argentina settentrionale a metà settimana. A Ceres, per esempio, 224 mm sono caduti in sole 18 ore mercoledì. In 24 ore, tra le 6 GMT di mercoledì e la stessa ora di giovedì, 84 mm ad Azul e 68 a Santa Rosa.

Mercoledì 7 marzo, in Jacuzia (Siberia), mentre Ojmjakon ha fatto registrare una minima più “mite” rispetto al giorno precedente, fermandosi a -48,1°C, la soglia dei -50°C è stata superatanell’altro “polo del freddo”, ovvero Verhojansk, dove il termometro ha fermato la sua discesa a -50, 8°C.

Tempesta di vento di provenienza atlantica in Spagna mercoledì 7 marzo, con raffiche che hanno raggiunto velocità da uragano. La tempesta ha colpito soprattutto il nordovest del paese, dove raffiche di pioggia hanno accompagnato il forte vento. Nelle Asturie, le raffiche più violente sono state registrate vicino ad Oviedo, con velocità fino a 74 miglia orarie (119 km/h). Raffiche tra 60 e 65 miglia orarie, comunque, sono state registrate anche da La Coruna, in Galizia, a Bilbao, nei Paesi Baschi. Anche nell’entroterra il vento ha soffiato con forza, raggiungendo le 55-60 miglia orarie a Madrid come a Saragozza. Con l’avanzare verso oriente della tempesta nel pomeriggio di mercoledì, il vento ha finito per interessare anche la costa sudorientale spagnola (60-65 miglia orarie ad Alicante) e l’Algeria settentrionale (50-55 miglia orarie ad Orano).

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