Evento eccezionale:
in tanti, quando ipotizzammo un arrivo del gelo in grande stile, espressero non pochi dubbi. Scetticismo quanto mai comprensibile, visto l’andamento della prima parte stagionale. Eppure vari indici climatici indicavano, da tempo, un cambio sostanziale dell’impianto circolatorio. Si parlò, a suo tempo, di evento paragonabile alle “storiche ondate di gelo”. Il ’29, il ’56, l’85. Alla luce di quanto sta accadendo, possiamo affermare che in alcune aree si sono raggiunti i livelli del mitico Febbraio 1956. Sia per intensità del gelo, che per la quantità di neve al suolo.
Persistenza:
inutile dirvi che quando si parlava di reiterazione, si ipotizzava una durata del blocco anticiclonico. Alcuni ricorderanno che parlammo dell’eventuale formazione di una bolla anticiclonica sull’Europa settentrionale. Un’alta pressione termica, ancorata al suolo e creatasi a seguito del deposito dell’aria gelida al suolo. E’ quel che puntualmente sta avvenendo. Se il nucleo d’aria gelida in arrivo dall’Artico Russo avrà modo di fiondarsi nel Mediterraneo è perché quel blocco non sembra avere la minima intenzione di frammentarsi.
Emergenza neve:
i Paesi dell’entroterra appenninico sono sepolti di neve. Numerose le località ancora isolate, senza luce, acqua e beni di prima necessità. Emergenza che è destinata ad aggravarsi nelle prossime ore, perché la neve cadrà con intensità addirittura maggiore e andrà a focalizzarsi su zone ove il manto bianco ha superato addirittura i 2-3 metri d’altezza. Le temperature crolleranno nuovamente e il gelo dovrebbe accompagnarci sino ai primi giorni della prossima settimana.
Quando ne usciremo?:
Forse sarebbe più opportuno chiedersi: ne usciremo? Probabilmente avremo una tregua a metà della prossima settimana, ma è difficile dirvi se si tratterà di qualche giorno o qualcosa più. Analizzando gli indici climatici si intuisce come il Vortice Polare subirà ulteriori attacchi e potrebbe addirittura frantumarsi. Inoltre l’Alta delle Azzorre mostrerà una voglia irrefrenabile di spingersi a nord, ecco perché non è da escludere che attorno al 20 un ramo del Vortice Polare possa catapultarsi in Europa.
L’Artico:
qualora dovesse concretizzarsi l’evoluzione suddetta, orientata verso profondi scambi meridiani, irruzione Artiche molto intense andrebbero ad impossessarsi dell’Europa e del Mediterraneo. Potrebbe far meno freddo, ma considerando che si tratta di masse d’aria cariche di umidità non è escluso che il tempo resti particolarmente perturbato e nevoso.
Focus: evoluzione sino al 21 febbraio 2012
Nel weekend dovremo fronteggiare la nuova irruzione gelida. Arriverà dalla Russia e considerando che il nucleo arriverà dall’Artico, potrebbe contenere quantitativi di umidità più elevati. Cosa vuol dire? Che rispetto al periodo scorso sarà più facile osservare condizioni di marcata instabilità con nevicate diffuse e localmente intense. Vista l’irruenza, non si escludono dei veri e propri “blizzard”. Gelo e neve ci terranno compagnia sino a lunedì-martedì prossimi. Dopodiché si potrebbe assistere ad un miglioramento e a un graduale addolcimento climatico.
Sarà una tregua? Non è escluso. Le velleità meridiane dell’Alta delle Azzorre potrebbero indurre una saccatura Artica ad una rapida discesa verso sud e il coinvolgimento del Mediterraneo – che resterà sede ciclonica – pare inevitabile.
Evoluzione sino al 26 febbraio 2012
Da valutare, per l’ultima decade del mese, un’eventuale split – o rottura – del Vortice Polare. Se così fosse non è da escludere una potentissima irruzione Artica che ci terrebbe compagnia sino alla conclusione del mese di Febbraio.
In conclusione.
C’è poco da dire. Quello che sino a qualche settimana fa sembrava un Inverno mai iniziato, ora può considerarsi a tutti gli effetti un super-Inverno.