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Gelicidio, pioggia che gela a contatto col suolo: perché è così pericoloso?

di Mauro Meloni
18 Dic 2013 - 17:05
in Senza categoria
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Quando si parla di “gelicidio” facciamo riferimento ad un tipo di precipitazione sopraffusa (acqua allo stato ancora liquido nonostante temperature uguali o inferiori a 0°C), che tende a congelare all’istante non appena tocca una qualunque superficie come ad esempio il terreno, una strada o i rami degli alberi. Il gelicidio viene chiamato anche vetrone o galaverna, pur trattandosi di un fenomeno che non ha nulla a che fare con i processi che portano alla formazione della brina. La pioggia che gela al suolo genera una patina di ghiaccio trasparente fortemente scivolosa, estremamente insidiosa soprattutto per la circolazione stradale: si tratta di un fenomeno che agisce quasi in incognito e non è facile da riconoscersi. Oltre ad essere un’insidia per le attività umane, il gelicidio causa forti danni anche alla vegetazione: cadute di alberi o rami spezzati sono la conseguenza del peso della galaverna generata dalla pioggia ghiacciata.

Il fenomeno del gelicidio richiede come presupposto notevoli rimonte d’aria calda, le quali vanno a scorrere al di sopra un sottile strato d’aria molto fredda intrappolato al suolo o sui fondivalle (inversione termica). L’irruenza e l’entità di un’avvezione calda fanno dunque la differenza tra una semplice nevicata da cuscinetto (fenomeno decisamente più ricorrente) ed il rischio invece di gelicidio: fra i vari eventi degli ultimi anni spicca quello del 22 dicembre 2009 con un eccezionale episodio di gelicidio sulla città di Genova, tutt’altro che avvezza col fenomeno e mai verificatosi con tali proporzioni a memoria d’uomo. Ma anche lo scorso inverno non mancarono alcuni episodi, fra cui quello del 14 dicembre 2012, quando il gelicidio si manifestò in alcune zone dell’entroterra ligure fin su Genova e dell’Emilia, con le sacche d’aria gelida che si sono rintanate nei tratti vallivi più chiusi e riparati, determinando però grossi problemi in alcune arterie stradali. Il 25 marzo 2013 un eccezionale gelicidio paralizzò persino Trieste, la foto in basso si riferisce proprio a quest’evento.

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