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El Nino? La Nina? No, la “Nada”. Ecco le possibili ripercussioni sul clima

di Ivan Gaddari
11 Set 2013 - 09:26
in Senza categoria
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L'immagine ci offre una panoramica sulle anomalie relative al livello delle acque oceaniche. Le zone in rosso indicano livelli più alti del normale, quelle in blu esattamente il contrario. Nelle aree in verde domina la normalità e lungo la linea dell'Equatore è possibile notare una prevalenza di quest ultimo. Fonte immagine NASA.
Secondo gli studiosi del NOAA, le condizioni meteorologiche estreme e imprevedibili registrate ultimamente potrebbero persistere sino alla primavera del 2014. La causa? La mancanza di “El Nino” e de “La Nina”. Secondo i dati rilevati dal satellite della NASA Jason-2, che misura le variazioni del livello delle acque oceaniche, in quel tratto di Pacifico prevale una condizione di neutralità identificata dal termine di “Nada”: un fenomeno che ormai va avanti da 16 mesi.

“Durante gli episodi di El Nino il livello dell’acqua sale a causa dell’espansione termica, mentre con La Nina accade l’opposto. Senza uno di questi due fenomeni il clima è influenzato da fattori meno prevedibili”, è quanto ha dichiarato il climatologo Bill Patzert del Jet Propulsion Laboratory della NASA, presso Pasadena (California). “Le previsioni a lungo raggio sono più affidabili durante i periodi di El Nino e La Nina, mentre con La Nada diventa frustrante stilare tendenze a lungo termine. E’ come guidare un auto senza una mappa stradale affidabile”.

Negli ultimi decenni, circa la metà degli anni hanno sperimentato condizioni di neutralità (la Nada), rispetto al 20 per cento di El Nino e il 30 per cento de La Nina. Sempre secondo Patzert, le osservazioni dimostrerebbero che alcuni degli inverni più piovosi, o viceversa dei più secchi si verificano durante i periodi La Nada. “Le condizioni di neutralità potrebbero essere interpretate come un buon segnale, mentre in realtà i periodi governati dalla Nada possono risultare imprevedibili”, conclude l’esperto.

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