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E dopo l’Africa l’Artico?

di Ivan Gaddari
13 Nov 2009 - 15:06
in Senza categoria
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Nell'ultima decade di Novembre appiono importanti novità. Aria particolarmente fredda potrebbe interessare i settori orientali europei e successivamente non è da escludere che possa raggiungere anche l'Italia. Fonte (www.meteogiornale.it/mappe), elaborazione grafica a cura di Ivan Gaddari per MTG.
L’elemento saliente a breve termine.
Nei prossimi giorni assisteremo alla contrapposizione tra una figura di Alta Pressione e una circolazione d’aria umida oceanica. Il dominio anticiclonico avrà efficacia al Centro Sud e nelle Isole, ove avremo più sole e clima mite. Al Nord gli spifferi umidi porteranno invece nubi e qualche precipitazione sparsa.

L’elemento saliente a medio termine.
La presenza anticiclonica assicurerà condizioni di tempo stabile e soleggiato oltre il 20 di Novembre. Le temperature si attesteranno ben oltre la media stagionale, ci saranno nebbie e foschie, soprattutto in Val Padana e nelle valli e occasionalmente lungo le coste del Centro Sud. Poi, nell’ultima decade, il blocco anticiclonico potrebbe spostarsi verso ovest, lasciando scivolare un nucleo di aria Artica verso l’Europa orientale.

L’elemento saliente a lungo termine.
E’ probabile che nell’ultima parte del mese l’aria fredda possa raggiungere in parte le nostre regioni, causando una netta diminuzione delle temperature.

Il trend a lungo termine:
Potrebbe poi isolarsi una struttura ciclonica poco ad est dell’Italia, i cui effetti sulle nostre regioni sarebbero tutti da valutare. E in questo senso cerchiamo di comprendere quelli che sono i principali elementi d’incertezza sull’evoluzione futura.

Elementi di incertezza:
L’aspetto più significativo è senz’altro la tenuta del blocco anticiclonico che avrà origine a breve e che coinvolgerà l’Italia direttamente. L’intera struttura si posizionerà tra due fuochi: da un lato un profonda depressione d’Islanda che convoglierà le perturbazioni in Atlantico. Dall’altro l’aria fredda Artica che fluirà verso l’Europa orientale. Qualora l’incidenza ciclonica oceanica si trasferisse un po’ più a ovest, ecco che la spinta stabilizzante potrebbe giungere verso la Scandinavia convogliando più aria fredda verso est. In tal caso non escludiamo che possano esservi influenze dirette anche in Italia. Tuttavia v’è un’altra ipotesi, ossia lo spostamento verso Levante del ciclone Islandese, con conseguente ripresa del flusso zonale sul Mediterraneo.

Fattori di normalità climatica:
Le temperature stanno risalendo e dopo una prima parte di Novembre sotto media su diverse regioni, la colonnina di mercurio schizzerà verso l’alto consegnandoci una pesante anomalia termica positiva. Per un calo dovremo attendere probabilmente l’ultima decade, ma come s’è visto la linea evolutiva necessita di ulteriore conferme.

Si va incontro ad una fase di tempo secco, ma è bene rammentare che in diverse aree peninsulari le precipitazioni hanno già raggiunto o persino varcato l’accumulo medio mensile.

Focus: evoluzione sino al 26 novembre 2009
Nel fine settimana l’Italia sarà spaccata in due. Al Nord e su parte del Centro vi saranno nubi, a tratti minacciose. Le precipitazioni interesseranno principalmente i settori occidentali del Settentrione e la Toscana e risulteranno di debole entità. Altrove ci sarà più sole e clima mite, anche se non mancheranno transiti nuvolosi più o meno significativi imputabili a nubi di tipo stratiforme.

Nel prosieguo il tempo sarà bello un po’ dappertutto, gli spazi di sereno si faranno ampi anche al Nord. L’ulteriore risalita termica ci consegnerà un clima d’inizio Autunno. Verso il 20-22 Novembre ecco che lo scenario potrebbe mutare gradualmente. La struttura stabilizzante potrebbe iniziare a cedere, specie sul lato orientale. L’erosione avverrebbe a causa di una circolazione d’aria fredda Artica diretta principalmente alle zone europee di Levante.

Evoluzione sino al 01 dicembre 2009
Non è da escludere che verso fine mese un nucleo di aria piuttosto fredda vada a stabilirsi in vicinanza delle zone orientali peninsulari, convogliando l’aria fredda sul Mediterraneo e annunciando in tal modo l’ingresso della stagione Invernale.

In conclusione.
L’Estate di San Martino avrà quindi una durata significativa, ma vista la tradizione non v’è da stupirsi. Più che altro in passato accadeva che l’Anticiclone non fosse caldo come quello africano, piuttosto si trattava dell’Alta Pressione delle Azzorre che regalava belle giornate, ma anche nebbie e freddo durante la notte.

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