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Depressione chiusa sull’Italia, l’instabilità non molla la presa

di Mauro Meloni
20 Apr 2009 - 19:44
in Senza categoria
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Le nostre regioni restano penalizzate da una circolazione ciclonica piuttosto attiva, che convoglia a getto continuo ammassi nuvolosi su buona parte della Penisola, con frequenti condizioni piovose o temporalesche. Copyright 2009 Eumetsat.
Non si registrano importanti novità di rilievo nel corso delle ultime 24 ore, con la depressione penetrata sul Mediterraneo Centro-Occidentale incapace di fare grandi progressi verso levante, a causa dell’accerchiamento indotto dalle aree anticicloniche che agiscono attorno alla struttura di bassa pressione. La parte occidentale e settentrionale dell’Europa è interessata dall’espansione dell’Anticiclone oceanico che ha raggiunto il Baltico unendosi tramite ponte ad un’altra struttura di alte pressioni posizionata sul Mar Nero, mentre sul Mediterraneo Orientale agisce il promontorio altopressorio d’estrazione nord-africana.

L’area di bassa pressione interessa quindi in maniera diretta la nostra Penisola ed è costituita da quello che resta del sistema ciclonico che, fino alla fase conclusiva della settimana, si trovava proiettato su buona parte dell’Europa Occidentale. Non abbiamo a che fare con una vera e propria perturbazione, ma più precisamente una serie di ammassi nuvolosi, i quali ruotano attorno al minimo barico e sono esaltati dal contrasto fra l’aria fredda in quota e quella più calda presente nei bassi strati, con l’innegabile contributo fornito dall’energia del riscaldamento solare diurno.

Tra la giornata di ieri e quella odierna il perno della depressione si è decisamente abbassato di latitudine, portandosi in pieno Mediterraneo ed attualmente risulta centrato in vicinanza delle due Isole Maggiori. Le nubi più intense circolano in vicinanza del nostro Paese, interessando in parte la Francia Meridionale, le Isole Baleari ed i paesi della Ex Jugoslavia.

Per quanto riguarda l’Italia, le precipitazioni più importanti hanno interessato il Settentrione, con apporti pluviometrici anche ingenti tra il Basso Piemonte e l’entroterra padano ligure, a causa dell’effetto stau indotto dall’afflusso di deboli correnti orientali nei bassi strati. La copertura nuvolosa è invece risultata in genere meno compatta sulle regioni centro-meridionali, con rovesci ad inizio giornata sulle regioni centrali, in particolar modo lungo il lato adriatico.

Attualmente un nuovo ammasso nuvoloso sta risalendo in seno alla struttura depressionaria dalla Tunisia verso l’Italia Meridionale, con piogge sparse e temporali soprattutto tra Sicilia e settori tirrenici. Per il resto ha spadroneggiato un po’ d’instabilità atmosferica, più presente a ridosso dei rilievi appenninici nelle prime ore pomeridiane, con temporali più frequenti sulla Toscana.

Maggiori aperture del cielo lungo i settori meridionali adriatici, ove le correnti sciroccali richiamate all’interno della ruota depressionaria hanno spinto le temperature fino a valori di poco superiori ai 20 gradi (temperature simili sono state raggiunte anche sul messinese, in Sardegna ed in Calabria). Discorso diverso, dal punto di vista termico, per quel che riguarda il Nord Italia, ove le insistenti precipitazioni hanno tenuto basse le temperature. Va infine sottolineato il ritorno delle nevicate localmente abbondanti sulle Alpi, anche a quote attorno ai 1400-1500 metri per quanto riguarda il Piemonte e la Valle D’Aosta.

Il vortice ciclonico, intrappolato tra il Tirreno Meridionale e le due Isole Maggiori, tenderà lentamente a trascinarsi verso il Mar Ionio, ma ci vorranno ancora oltre 24 ore per poter avere dei primi significativi miglioramenti delle condizioni meteo sulle regioni settentrionali e su parte di quelle centrali.

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