• Privacy policy
  • Chi Siamo
  • Contatti
mercoledì, 29 Aprile 2026
Meteo Giornale
  • Home
  • Previsioni Meteo
  • Mappe
  • Diretta Meteo
  • Magazine
  • Viaggi
  • Home
  • Previsioni Meteo
  • Mappe
  • Diretta Meteo
  • Magazine
  • Viaggi
Meteo Giornale

Decolla la stagione dei temporali: i fattori alla base dell’instabilità nel semestre caldo

di Mauro Meloni
29 Mar 2011 - 12:37
in Senza categoria
A A
decolla-la-stagione-dei-temporali:-i-fattori-alla-base-dell’instabilita-nel-semestre-caldo
Share on FacebookShare on Twitter

Sole, riscaldamento diurno e montagna stimolano i temporali termoconvettivi, che spesso sulle Alpi e zone pedemontane del Nord si sviluppano nel tardo pomeriggio-sera insistendo anche dopo il tramonto. La foto riprende uno splendido panorama della zona di Lugano (autore "cumulus", fonte www.mtgforum.it).
Il temporale è quel fenomeno meteorologico che interessa la porzione della troposfera (parte più bassa dell’atmosfera, che include all’incirca i primi 10000 metri d’altezza dal suolo), allorquando si verificano determinate condizioni. Si può infatti differenziare il concetto di troposfera stabile da quello di troposfera instabile: nel primo caso l’aria è stratificata in maniera tale da distribuire quella più densa nei bassi strati e quella più leggera alle quote maggiori (moto delle correnti prevalentemente orizzontale), mentre al contrario, nel secondo caso, i moti verticali dell’aria diventano molto più vigorosi, stimolando la cosiddetta “convezione temporalesca”.

Quando allora vengono stimolati i moti verticali alla base dell’attività temporalesca? Principalmente, alle medie latitudini, l’instabilità troposferica diviene particolarmente accentuata quando abbiamo l’azione combinata di un forte riscaldamento solare del terreno (suolo) con associate notevoli quantità di vapore acqueo nei bassi strati. In queste condizioni, correnti d’aria ascendenti iniziano infatti a trasportare l’aria più tiepida (leggera) dalla bassa troposfera verso l’alto: l’aria in risalita si espande per via della diminuzione della pressione atmosferica (si perde circa 1 hPa ogni 7-8 metri d’altezza), si raffredda fino a giungere al livello di condensazione del vapore in goccioline d’acqua, alla base della formazione delle nubi che poi degenerano in precipitazione. Nel passaggio di stato da vapore a liquido avviene la liberazione del cosiddetto “calore latente”, il quale è un importante processo termodinamico che costituisce a tutti gli effetti l’energia a disposizione del temporale.

Un temporale si scatena quando vi è la presenza di un particolare tipo di nube, il famoso cumulonembo (esattamente come quello dell’immagine), la cui genesi dipende da diversi fattori. Anzitutto, è necessaria molta energia e quella di cui si alimenta il temporale è derivante dalla presenza di un elevato tasso d’umidità (vapore acqueo) nei primi 1000 metri d’altezza dal suolo. Ricordiamo che molto vapore acqueo nei bassi strati si può avere solo in presenza di temperature elevate e questo accade poiché la quantità di vapore acqueo, contenuto in un certo volume d’aria a parità di umidità relativa, cresce in maniera proporzionale all’aumento della temperatura. Per semplificare il discorso, poniamo di avere il 50% d’umidità relativa rispettivamente con una temperatura al suolo di 10 gradi e con una temperatura al suolo di 30 gradi: nel primo caso, il volume d’aria è in grado di contenere circa 4 gradi di vapore acqueo per metro cubo, mentre nel secondo caso l’umidità contenuta arriva a ben 15 grammi per metro cubo.

Un altro fattore che concorre alla formazione del temporale è legato alla presenza d’aria molto fredda nella media troposfera (dai 3000 metri d’altezza), la quale stimola ulteriormente la salita della massa d’aria carica d’energia che risiede in vicinanza del suolo, consentendo così la condensazione del vapore acqueo e la conseguente “liberazione” dell’energia in esso contenuta. All’interno della nube temporalesca, la formazione di gocce d’acqua e cristalli di ghiaccio, assieme ai forti venti, inducono la separazione delle cariche elettriche presenti nell’aria: alla base della nube si concentrano le cariche negative, mentre al suolo e alla sommità della nube si concentrano le cariche positive. Quando l’eccesso di cariche genera un campo elettrico talmente forte da ionizzare l’aria, allora si hanno delle scariche d’elettricità, che noi comunemente chiamiamo fulmini.

Fatte queste doverose premesse, appare già piuttosto intuitivo comprendere i motivi per i quali la stagione dei temporali inizia in primavera sulle regioni del Nord Italia ed in genere sull’Europa Continentale. Nei mesi invernali il soleggiamento non è invece capace di scaldare abbastanza a sufficienza il terreno ed i bassi strati atmosferici, per dar luogo ai forti moti verticali necessari per la costruzione dei temporali. Non a caso, dalle nostre parti in Inverno i temporali si formano più facilmente soprattutto sopra il mare o sulle coste, sfruttando la maggiore capacità termica del mare, che si raffredda più lentamente e mantiene più a lungo il calore immagazzinato durante la stagione calda.

In conclusione, nel semestre caldo grazie al forte riscaldamento dei bassi strati atmosferici, l’instabilità dell’aria è più frequente rispetto ai mesi freddi: di conseguenza alle medie latitudini i temporali sono prevalentemente un fenomeno estivo e pomeridiano. Come precisazione finale, ricordiamo tuttavia che una gran parte dei temporali che agiscono nel semestre caldo rientrano all’interno della categoria dei temporali di calore, ma esistono anche i temporali orografici e quelli cosiddetti frontali, cioè legati all’irruzione di un fronte perturbato.

CondividiTweetCondividi
Prossimo articolo
quanto-sono-pericolosi-i-vulcani-sottomarini?

Quanto sono pericolosi i vulcani sottomarini?

Cerca in archivio

Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati
gran-caldo-negli-usa-occidentali:-superati-i-39°c-in-california

Gran caldo negli USA occidentali: superati i 39°C in California

17 Maggio 2008
allerta-meteo-protezione-civile:-tornano-temporali-sul-nord-italia

Allerta Meteo Protezione Civile: tornano TEMPORALI sul Nord Italia

6 Luglio 2019
spirale-perturbata-alimentata-da-aria-piu-fredda:-segnali-di-miglioramento,-foehn-al-nord-ovest

Spirale perturbata alimentata da aria più fredda: segnali di miglioramento, foehn al Nord-Ovest

20 Febbraio 2010
meteo-avverso:-in-europa,-anticicloni-africani-fortissimi-nei-prossimi-anni,-ai-danni-del-freddo-siberiano

Meteo avverso: in Europa, Anticicloni africani fortissimi nei prossimi anni, ai danni del freddo siberiano

17 Agosto 2016
Aprile 2026
L M M G V S D
 12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
27282930  
« Ott    
  • Privacy policy
  • Chi Siamo
  • Contatti

Innovazione Scienza S.r.l. unipersonale P.IVA/C.F. 10463560960- Milano (MI)
Credit immagini: le immagini utilizzate su questo sito sono con licenza e copyright di Adobe Stock, Canva, Shutterstock, Dreamstime e Freepik.

Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati
  • Home
  • Previsioni Meteo
  • Mappe
  • Diretta Meteo
  • Magazine
  • Viaggi

Innovazione Scienza S.r.l. unipersonale P.IVA/C.F. 10463560960- Milano (MI)
Credit immagini: le immagini utilizzate su questo sito sono con licenza e copyright di Adobe Stock, Canva, Shutterstock, Dreamstime e Freepik.