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Dal gelo all’Artico, rischio violento maltempo

di Ivan Gaddari
27 Nov 2013 - 13:08
in Senza categoria
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Che freddo!:
In molti, prima di ieri, nutrivano non poche perplessità sull’utilizzo del termine “gelo” in riferimento alla situazione attuale. Altri non credevano che su alcune regioni potesse nevicare così tanto. Per di più a fine novembre! Beh, ogni dubbio è stato fugato da quel che stiamo assaporando e dai notevoli disagi causati dalle abbondantissime nevicate. Rammentiamo che il nucleo gelido è giunto dall’Artico Russo dopo aver attraversato l’Europa orientale e Balcanica.

Pesante anomalia termica:
non che non ci si abbia fatto il callo, ma i repentini sbalzi termici sono spesso sbalorditivi. Ed ecco che dopo il caldo di ottobre, novembre ha riservato qualche piccola sorpresa. Attualmente stiamo registrando temperature decisamente inferiori alla norma, in alcuni casi anche di 10°C al di sotto delle medie stagionali. Ovviamente non è una situazione che può durare ed entro le prossime 48 ore avremo un ritorno verso valori più consoni al periodo. Anzi, in qualche caso è plausibile attendersi qualche grado in più. Ma avremo modo di discuterne dettagliatamente venerdì.

L’Alta delle Azzorre:
la citiamo perché da alcune settimane ha ripreso in mano le redini delle sorti meteorologiche europee, posizionandosi a ridosso – o al di sopra – dell’Europa occidentale. Collocazione che non sembra voler mutare, tant’è che nei prossimi giorni si innescherà l’ennesima ondulazione delle correnti d’alta quota ed un’altra irruzione d’aria fredda si farà largo sulla Mitteleuropa gettandosi nel Mediterraneo.

Incubo maltempo:
purtroppo ogni ondata di maltempo, soprattutto negli ultimi anni, rischia di tramutarsi in un vero e proprio incubo. L’irruzione succitata dovrebbe assumere un’asse d’inclinazione tale da condurla verso le Baleari. C’è da dire che l’attuale ondata di gelo sta stemperando l’estrema mitezza delle acque mediterranee, ma forse non di quella quantità necessaria a far sì che non si sviluppino “pericolose strutture cicloniche”. Non a caso gli ultimi aggiornamenti modellistici disegnano un’area di Bassa Pressione a ridosso delle regioni meridionali, foriera di maltempo a tratti intenso e localmente estremo.

Situazione da monitorare attentamente:
un elemento che emerge dall’analisi modellistica comparata è la difficoltà nel collocare con precisione l’area ciclonica. La speranza è che possa scivolare rapidamente sul nord Africa, limitando le precipitazioni a carattere di nubifragio alla sola giornata di domenica. La paura è che invece possa stazionare a ridosso delle due Isole creando le basi per nuove situazioni di elevata criticità.

Altro freddo per l’Immacolata?:
Quel che si scorge nei modelli è un vero e proprio collasso del Vortice Polare, che potrebbe spingersi verso sud sfruttando l’ennesimo blocco anticiclonico atlantico. Il ponte dell’Immacolata sembrerebbe indicato dai modelli come propizio ad un’altra consistente ondata di freddo.

Focus: evoluzione sino al 10 dicembre 2013
Giovedì e venerdì potremo usufruire di una pausa relativa, con fenomeni in attenuazione anche nelle regioni Adriatiche e temperature in generale rialzo. Sabato, al contrario, la ben nota incursione artica andrà ad implementare una recrudescenza del maltempo su alcune regioni: Nord e Sud. Sulle prime nevicherà a bassissima quota, presumibilmente sino al piano tra Piemonte e ovest Lombardia. Sulle seconde prevediamo piogge localmente violente, soprattutto lungo la fascia ionica.

Ma potrebbe trattarsi di un semplice antipasto in attesa di un ulteriore peggioramento soprattutto nelle regioni meridionali e insulari, sul quale dovremo necessariamente tenerci aggiornati. Maltempo che andrebbe a condizionare la prima settimana di dicembre, in attesa della possente irruzione Artica ipotizzata in sede evolutiva.

Evoluzione sino al 15 dicembre 2013
Dovesse verificarsi l’ipotesi suddetta, si aprirebbe una crisi perturbata di chiaro stampo invernale. Freddo e neve potrebbero far visita, alle basse quote, a tante regioni d’Italia. Anche del versante tirrenico.

In conclusione.
Autunno che si appresta a lasciare strada all’inverno e sembra che il freddo, peculiarità assoluta del prossimo trimestre, possa alzare la voce già a dicembre.

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