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Dal “boom primaverile” al possibile vigoroso crollo termico, tutto nel giro di pochi giorni!

di Mauro Meloni
18 Gen 2007 - 20:11
in Senza categoria
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Carta d'analisi al suolo. Ben si evidenzia il forte gradiente barico che si determina fra i due principali protagonisti, la profonda Depressione sulla Penisola Scandinava, e il promontorio Anticiclonico in rafforzamento sull'Europa sud-occidentale. Si è venuto così a determinare un letto di fortissime correnti occidentali, con tempeste su alcuni paesi del nord Europa. Fonte: www.direttameteo.it
Meteo-schizofrenia ai massimi livelli in vista, se davvero saranno avvalorate le ipotesi modellistiche attualmente disponibili, favorevoli ad una configurazione barica tale da far partire, pur con enorme ritardo, l’inverno sulla nostra Penisola e sul Mediterraneo centro-occidentale, che seguirà una fiammata primaverile certo non di poco conto.

L’evoluzione per la prossima settimana entrante, chiaramente presenta ancora dei margini d’incertezza certo non trascurabili, e ciò va ribadito a chiare lettere, in modo da non creare eccessive aspettative e confusione nei lettori meteoappassionati di freddo e neve, una buona fetta di coloro che frequentano gli ambienti di discussione del meteo-web.

Prima della possibile ondata fredda perturbata ne deve passare acqua sotto i ponti, e infatti saremo alle prese con una situazione meteo certamente non usuale, ma che vedrà ancora una volta al timone l’Anticiclone di origine sub-tropicale oceanica, che si gonfierà sull’Italia favorendo l’afflusso in quota d’aria molto calda dal nord Africa.

Tale spinta altopressoria, da ovest già in atto sul Mediterraneo occidentale, è incentivata dalla notevole attività delle Depressioni sul nord Europa e sul nord Atlantico, e peraltro l’intenso gradiente barico presente fra Regno Unito e settore Alpino e Mediterraneo è causa di un’intensa tempesta Atlantica (tempesta Kyrill) di vento fra sud dell’Inghilterra, Francia e Paesi Bassi, e oramai anche su Germania, Austria ed Ungheria, ove in queste ore le isobare sono ravvicinatissime.

Le perturbazioni collegate all’intenso flusso occidentale trascinano rapidamente una perturbazione, le cui propaggini di nubi medio-alte sono giunte fin sull’Italia centro-settentrionale, ove ancora la caratteristica preponderante odierna sono state le nebbie sulle pianure e sulle vallate.

Le correnti da uragano violentissime proseguiranno poi verso i Paesi Baltici e la Russia occidentale. La tempesta sta provocando intensi disagi, con blocchi ai collegamenti marittimi (specie sul Canale della Manica) e aeroportuali.

Si tratta di un evento non così eccezionale, figlio di un inverno finora mitissimo, e che ricorda quello ben più intenso e distruttivo del Dicembre del 1999. L’allerta per la tempesta Kyrill proseguirà ancora nelle prossime ore.

L’Italia sarà ovviamente al riparo dagli effetti dei venti tempestosi del nord Europa, proprio grazie all’inserimento del promontorio Anticiclonico dal cuore assai caldo. Tuttavia, la parziale espansione del cuneo verso l’Europa centrale, con i massimi che resteranno posizionati fra Spagna e Mediterraneo occidentale, sarà causa di una disposizione di correnti nord-occidentali intense lungo alcune zone dell’Italia, e specialmente sui crinali Alpini.

La bolla calda in seno ai massimi Anticiclonici (cupola sub-tropicale) avrà caratteristiche eccezionali e farà risalire lo zero termico su livelli eccezionali, e tipicamente estivi. Il cuore caldo in quota per le ore centrali di domani è atteso ad ovest della Corsica, ove potrebbero rilevarsi punte termiche di ben +17°C a 850 hPa, contro i +15°C fatti rilevare venerdì scorso.

Simili valori termici, a circa 1500 metri d’altezza, saranno in parte riconducibili al parziale effetto favonico indotto dal superamento delle correnti in quota dell’Arco Alpino occidentale, che poi andranno a tuffarsi verso il tratto di mare occidentale fra Liguria e Corsica.

Ed il favonio sarà protagonista delle vicende meteo di domani anche su parte della Valpadana occidentale, con le correnti in discesa dalle Alpi che faranno impennare non poco le temperature, con possibili punte di 20 gradi, che confermiamo pure oggi.

Ma la parentesi primaverile, che perdurerà anche per parte del week-end, riguarderà un po’ tutta l’Italia, concentrandosi gradualmente al centro-sud. Le anomalie termiche maggiori sono attese in montagna, ove vi potrà essere spazio per un clima tipico di maggio inoltrato, se non proprio estivo, come già accaduto la scorsa settimana al Pian Rosà, a 3500 metri d’altezza, con temperatura censita di ben 2 gradi sopra lo zero.

Tutto ciò sarà seguito da un netto ribaltamento delle condizioni meteorologiche nella prossima settimana. Sul passaggio schizofrenico da condizioni primaverili alla prima vera botta invernale, torneremo con frequenti aggiornamenti nei prossimi giorni, ove si potrà far affidamento su informazioni maggiormente attendibili dalle fonti modellistiche.

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