Come era prevedibile, la risposta anticiclonica subtropicale alla possente saccatura nord-atlantica non si è fatta attendere. Posizionato un cuneo barico a 1021 hPa a protezione dei versanti occidentali alpini, costringe la lunga lingua occlusiva a mutare il suo percorso verso il centro dell’Europa. La coda frontale si posiziona sull’Arco Alpino centrale (1009 hPa) interessando le nostre Regioni settentrionali.
Il pozzo barico nord-atlantico (999 hPa) è sempre attivo, ma spicca dalla carta un’imponente struttura vorticosa ciclonica a 998 hPa localizzata al largo del Golfo di Biscaglia. L’isobara 1016 hPa di origine azzorriana riesce a proteggere la Penisola Iberica dalla notevole vicinanza ciclonica.
All’estremo nord del Continente è sempre in costante salita il valore barico artico, oggi raggiunge i 1035 hPa.
Una lunga sciabolata occlusiva risplende al centro dell’immagine Meteosat odierna. Sui settori orientali tedeschi e sulla Repubblica Ceca si possono notare gli scontri più aspri tra le diverse masse d’aria. La risalita anticiclonica subtropicale vuole proteggere il suo impero dalla calata barbarica instabile settentrionale. I temporali si mostrano intensi, a causa anche delle elevate temperature meridionali.
La Francia è stata liberata dalle nubi temporalesche dalla gobba nordafricana che, contemporaneamente, cerca di tenere a bada la vivace depressione posta al largo della Galizia.
La carta dei geopotenziali a 500 hPa evidenzia la risalita subtropicale fotografata dal satellite e mette in mostra anche la costanza altopressionaria artica dove valori di -15°C si riscontrano ad altitudini elevate e non consone con la latitudine.
Sempre ben delineata l’area ciclonica atlantica che trova nuova linfa nella formazione della depressione sopraccitata.
Nella carta a 850 hPa spicca il notevole contrasto termico sulla Repubblica Ceca ed Austria dove le temperature frontali occlusive di 8°C impattano con quelle a 16°C della risalita subtropicale.
Differenza di temperatura che si nota anche in Italia dove si può osservare una veloce discesa termometrica in vicinanza dell’Arco Alpino a fronte di un Mediterraneo che torna a bollire.