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Centinaia le vittime causate da Winnie nell’isola di Luzon

di Giovanni Staiano
03 Dic 2004 - 09:12
in Senza categoria
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Nell'immagine (fonte www.nrlmry.navy.mil) il tifone Nanmadol visto dal satellite alle 14.25 GMT del 1 dicembre.
Dopo aver lasciato Yap, dove il 30 novembre sono caduti 141 mm di pioggia, il tifone Nanmadol continua a muoversi in direzione delle Filippine. Nel tardo pomeriggio di martedì il centro di Nanmadol era circa 335 miglia a ovest-nordovest della stessa Yap, nella Micronesia, e 255 miglia a nord di Korur, Palau. Il tifone si spostava verso ovest-nordovest a 23 miglia orarie, con venti sostenuti fino a 105 miglia orarie, diretto verso le Filippine settentrionali.

Alle 18 GMT del 1° dicembre, le 2 di giovedì 2 dicembre ora filippina, Nanmadol, ribattezzato Yoyong dal servizio meteo filippino, si trovava centrato a 13,7°N 126,8°E, 260 km a est di Virac, sull’isola Catanduanes. I venti sostenuti raggiungevano i 185 km/h e raffiche fino a 220 km/h, la pressione centrale era 940 hpa e la tempesta si spostava a 35 km/h verso ovest-nordovest. Per le 12 GMT del 2 dicembre la posizione prevista del centro era 15,8°N 121,9°E, con il tifone sempre di categoria 4, con venti sostenuti fino a 115 nodi.

La previsione suddetta equivale, considerando il diverso fuso orario, a prevedere per la sera, ora locale, di giovedì 2 dicembre, il landfall sulla parte est di Luzon. Poi la tempesta dovrebbe attraversare Luzon e riemergere nel Mar Cinese Meridionale venerdì, nella cui serata (ora locale) il centro dovrebbe trovarsi già 370 km a nordovest di Laong, città nel nordovest di Luzon. Nell’attraversamento della terraferma la tempesta dovrebbe però indebolirsi, diventando, alle 12 GMT di venerdì 3, un tifone di categoria 2, con venti sostenuti fino a 90 nodi.

Una volta “uscita” sul Mar Cinese Meridionale, la tempesta dovrebbe cambiare bruscamente traiettoria, iniziando a dirigersi verso nordest. Il centro, dai 18,7°N 117,9°E delle 12 GMT del 3, dovrebbe spostarsi a 23,0°N 120,4°E alla stessa ora di sabato 4, con venti sostenuti fino a 80 nodi (categoria 1), ma queste coordinate significherebbero il passaggio su Taiwan.

Ma intanto è il passaggio sulle martoriate Filippine a destare grave preoccupazione. Nel bollettino emesso il 1° dicembre si allertavano i residenti in aree a rischio (in particolare lungo i corsi d’acqua e sulle pendici sopravvento dei rilievi) per il notevole rischio di inondazioni e frane. Ugualmente si disponeva il trasferimento momentaneo in zone elevate ai residenti sulle coste est di Luzon per l’elevato rischio di onde molto alte.

L’avviso di livello 4, che viene emesso solo per venti previsti oltre i 185 km/h, è stato emesso per Catanduanes, mentre per molte aree è stato emessa l’avviso di livello 3, relativa a venti probabili oltre 100 km/h. La Pagasa (Philippine Atmospheric, Geophysical and Astronomical Services Administration) aveva emesso l’ultima volta un avviso 4 nel luglio 2003, quando Harurot aveva colpito Isabela con raffiche fino a 230 km/h.

Già nella prima parte della settimana, come già abbiamo scritto (e come hanno riferito anche i tg) piogge molto intense hanno inondato parte di Luzon, la principale isola della parte nord delle Filippine. A Infanta lo scorso lunedì vi è stato un picco di pioggia di 343 mm in 6 ore. Ma in quel giorno maledetto la depressione Winnie ha portato piogge tra 76 e 150 mm in quasi tutta la parte est dell’isola, dalla morfologia molto complessa. Intorno a Manila, le piogge sono state tra 75 e 125 mm, quasi pari alla media pluviometrica di novembre.

Le città costiere di Real, Infanta e General Nakar, le più colpite da Winnie, erano ancora mercoledì, 48 ore dopo le piogge più intense, isolate a causa delle inondazioni e della distruzione di numerosi ponti. Il fango ricopriva buona parte delle tre città e il timore delle autorità era che il numero di morti, già quantificato in 306 nelle tre città, non fosse affatto definitivo. Moltissime persone, alcune migliaia, erano ancora sui tetti, circondate dalle acque, e solo gli elicotteri potevano trarle in salvo. Delle 306 vittime, 114 hanno perso la vita a Real, 100 a Infanta, 92 a General Nakar. Altri 39 erano i morti già confermati in altre aree.

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