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Burrasche e calura in Europa, ma cosa accade? Tutto questo è normale?

di Andrea Meloni
29 Lug 2005 - 14:39
in Senza categoria
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Oggi l’informazione emerge solo se urlata; è ciò avviene in tutti i settori, e purtroppo anche in meteorologia, in Italia e all’Estero.

D’estate le cronache hanno sempre riportato di eventi atmosferici estremi. Oggi, la legge dei numeri, la fortissima disponibilità di informazione, ci travolge a tal punto da confonderci sulla verità. Siamo o non siamo in un’Era di eventi atmosferici estremi?

Va detto che la meteorologia, specie in Italia, è maneggiata con incuria, a molti serve sovente solo per programmare il fine settimana, una raffica di vento diventa uragano, un acquazzone estivo un nubifragio mai visto. Così, per vivere ci si adegua, altrimenti si patisce la fame.

Eppure le cronache che riportano eventi del passato, hanno sempre indicato situazioni atmosferiche estreme, con tutti gli elementi della natura che prima o poi si scatenano insieme.

Tra fine luglio e agosto, le terre emerse ed i mari raggiungono le massime temperature dell’anno; quando masse di aria fresca vengono da nord, i contrasti termici fra due differenti masse d’aria scatenano eventi estremi, anche di caldo.

Nelle ultime 24 ore violente grandinate hanno flagellato a macchia di leopardo, diverse località anche densamente abitate di Franca, Spagna, Germania e Isole Britanniche. Sono stati segnalati danni per il vento forte, e persino per il transito di tornado, in Bretagna e Inghilterra. Almeno 34 persone risultano ferite in Europa per il maltempo.

Ma simili temporali sono sempre accaduti, e nulla di insolito, assurdo e mai visto è accaduto. Neppure il tornado inglese può considerarsi così eccezionale sino ad essere definito un evento che non succedeva da 90 anni, questo senza niente togliere alla sua violenza e intensità che si sono abbattuti in un centro urbano.

La “notizia fa notizia” solo se interessa centri urbani popolati, importanti, e magari noti e ricchi, poi tutto quello che succede in quel luogo avviene in località dove è per noi poco interesse, non si dice, e neppure noi del MTG ne parliamo.

Come dicevo in premessa, le notizie disponibili oggi sono talmente tante che servirebbero decine e decine di redattori per scriverle.

Nessuno in Italia ha riportato la notizie dell’insolita grandinata di Dubai, dove nella periferia sono stati persino danneggiati edifici. Nessuno ha parlato dei feriti di due settimane fa nell’entroterra algerino per i temporali di grandine e le alluvioni lampo.

Fanno scalpore i +50°C tunisini, quelli dell’Arizona, il tornado inglese, mentre di quello bretone non ne parla nessuno, eppure è stato di eguale violenza e intensità.

Nessuno parla del pomeriggio temporalesco di ieri in Germania, direte, uno dei tanti. Chi ha parlato dei danni subiti due settimane fa nella sponda est ginevrina per un poderoso temporale.

Dicevo, se ogni giorno fossero riportate le notizie di eventi estremi che succedono nel Mondo, tra uno o due anni, nessuno di noi ne discuterebbe con clamore.

Con il silenzio, il non parlare di questi argomenti per mancanza di risorse, non deve indurre a stigmatizzare all’eccesso un fenomeno atmosferico come se mai fosse avvenuto prima… e no, a questo non ci sto.

In Europa la meteorologia è frammentata, in Italia vige una situazione molto più confusa, con autentiche guerre di quartiere. Da tutto questo non verrà mai nulla di buono.

Ma infine, che dire… il tempo di questa estate, per alcune regioni europee, è effettivamente stato ben più estremo di altre stagioni. Vi sono vari fattori che sono all’origine di questa situazione climatica.

Intanto l’acuto espandersi verso regioni a clima mite dell’Alta Pressione africana, a cui seguono venti freschi dal Nord Europa, che per i contrasti termici rilevanti, scatenano temporali intensi.

Insomma, il trend verso un clima estremo è innegabile, ma ne andrebbe quantificato il suo significato.

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