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Autunno 2006: Europa nord-orientale e Russia europea dominate da insolito clima temperato e grande difficoltà al normale raffreddamento

di Lorenzo Smeraldi
07 Dic 2006 - 09:31
in Senza categoria
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autunno-2006:-europa-nord-orientale-e-russia-europea-dominate-da-insolito-clima-temperato-e-grande-difficolta-al-normale-raffreddamento
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La prima immagine si riferisce agli scostamenti rispetto alla media di riferimento (1968-1996) dell'altezza di geopotenziale alla quota di 500Hpa (Fonte mappa: archivio NOAA/ESRL). La seconda immagine riporta l'andamento dello Standardized Temperature Index nelle località campione baltiche e russe. Una chiave di lettura dell'indicatore è fornita a fine articolo. Cliccare sulle immagini per ingrandirle.

Con questo articolo si chiude l’analisi termica della stagione autunnale 2006 in Europa. Come visto negli articoli precedenti, oltre ad essere miseramente caduti molti record trentennali (1976-2005) di temperatura media, buona parte del territorio europeo si è trovato di fronte a pesanti anomalie termiche a consuntivo.

Come vedremo successivamente, dopo aver effettuato un’analisi dell’Europa nord-orientale, solamente il comparto del Mediterraneo orientale e dell’Europa sud-orientale è risultato pressoché immune da questo stillicidio di anomalie.

La causa di questo andamento estremamente anomalo del campo termico al suolo è da ricercare nella configurazione barica media che si è venuta a creare e che si è protratta, quasi inalterata, per l’intero trimestre.

Dalla mappa allegata, concernente gli scostamenti dalla media dell’altezza di geopotenziale alla quota di 500Hpa rispetto al periodo di riferimento 1968-1996, si evince un’importante e reiterata anomalia di segno negativo nel campo barico in quota nel comparto geografico comprendente il medio atlantico. A fronte di tale situazione si evince come nel corso del trimestre autunnale si siano susseguiti diversi affondi della corrente a getto in medio atlantico, al largo delle coste francesi e portoghesi, con conseguente rimonta dinamica anticiclonica a tutte le quote sul Mediterraneo e l’Europa centro-settentrionale ove, al contrario, si sono materializzate importanti anomalie positive nel campo barico in quota. Un prolungato flusso di aria subtropicale continentale si è pertanto attivato, e mantenuto nel tempo, influenzando perfino i climi maggiormente continentali delle repubbliche baltiche e della Russia europea.

Anche in questo settore non possiamo non elencare diversi record stagionali caduti: Tallin con i suoi 8,4 °C supera il precedente record trentennale di 7,8 °C; Riga con il notevole valore di 9,6 °C batte il precedente record trentennale di 8,6 °C; Vilnius con 8,7 °C sorpassa il precedente record trentennale di 8,0 °C; Mosca con i suoi 7,0 °C supera il precedente record trentennale di 6,8 °C; Minsk con il valore di 8,5 °C batte il precedente record trentennale di 8,0 °C; ed infine Kiev con il notevole valore di 9,2 °C sorpassa il precedente record trentennale di 8,9 °C. Non sono di certo da meno i 7,5 °C di Sanpietroburgo che rappresentano il secondo valore trentennale mai registrato.

Analizzando i valori dello Standardized Temperature Index si nota come il mese dominato da maggiori anomalie si stato sicuramente settembre con valori dell’indicatore che superano la soglia dell’anomalia moderata a Tallin (+2,3), Helsinki (+2,1) e Riga (+2,0). Il successivo mese di ottobre vede un lento rientro verso condizioni di lieve anomalia con valori dell’indice compresi fra +1,1 e +1,6. Novembre chiude nel range di normalità in tutte le località campione, pur rimanendo costantemente oltre media.

Anche dall’analisi dei valori termici possiamo individuare importanti scostamenti rispetto i valori medi di riferimento (1976-2005) e nello specifico i +3,3 °C di Helsinki in settembre, i +3,2 °C di Tallin sempre in settembre, i +2,9 °C e +2,8 °C di Sanpietroburgo e Riga in settembre, i +2,7 °C di Riga in ottobre, i +2,5 °C di Tallin in ottobre e i +2,3 °C di Vilnius e Minsk in novembre. Mediamente Tallin e Riga appaiono come le località maggiormente anomale nel comparto in questione di questo caldo autunno 2006.

STAZIONE 09/2006 DELTA 10/2006 DELTA 11/2006 DELTA
Helsinki 13,5 °C +3,3 °C 7,5 °C +2,2 °C 1,6 °C +1,2 °C
Tallin 13,9 °C +3,2 °C 8,5 °C +2,5 °C 2,9 °C +1,7 °C
Riga 14,8 °C +2,8 °C 9,7 °C +2,7 °C 4,2 °C +2,2 °C
Vilnius 14,0 °C +2,5 °C 8,7 °C +2,4 °C 3,3 °C +2,3 °C
Sanpietroburgo 13,6 °C +2,9 °c 7,6 °C +2,4 °C 1,5 °C +1,9 °C
Mosca 13,3 °C +2,3 °C 6,9 °C +2,0 °C 0,7 °C +2,1 °C
Minsk 14,3 °C +2,5 °C 8,5 °C +2,2 °C 2,8 °C +2,3 °C
Kiev 15,2 °C +1,7 °C 9,1 °C +1,4 °C 3,3 °C +1,8 °C

In conclusione di articolo si vuole ricordare al lettore meno attento, che potrà trovare conferma rileggendo i quattro editoriali di approfondimenti climatici pubblicati, alcuni semplici dati statistici di riepilogo che consacreranno definitivamente l’autunno 2006 come uno dei più caldi in Europa. Da non sottovalutare l’intensità delle anomalie raggiunte, ricordando ad esempio il valore di +3,1 dello Standardizd Temperature Index raggiunto in Settembre a Londra e che presenta una probabilità di verificarsi dello 0,27% cioè un tempo di ritorno stimabile in un paio di secoli almeno. Da non sottovalutare nemmeno la persistenza temporale di tali anomalie come ad esempio la sequenza dei valori dell’indicatore di anomalia raggiunti a Bruxelles nei mesi di settembre, ottobre e novembre, rispettivamente di +3,0, +2,4 e +1,6. Infine da non dimenticare l’estensione spaziale delle anomalie registrate, semplicemente ricordando che su 40 località campione europee analizzate in ben 23 di esse si sono superati i precedenti record trentennali (1976-2005) di temperatura media su base stagionale, in altri 6 casi si è raggiunto il secondo valore più elevato degli ultimi trenta’anni ed in altri 3 casi si è raggiunto il terzo valore più elevato dell’ultimo trentennio.

Ad ognuno di voi lascio trarre le conclusioni definitive… e vi rimando alla lettura di futuri approfondimenti climatici nella speranza di poter commentare situazioni più vicine alla normalità climatica.

Spiegazione Standardized Temperature Index

Rappresenta un robusto indicatore di anomalia termica rispetto ai valori climatologici (1976-2005) ottenuto normalizzando gli scarti dai valori medi di riferimento e standardizzandoli in funzione della deviazione standard. Valori dell’indice compresi fra -1 e +1 indicano il cosiddetto range di normalità climatica mentre valori esterni a tale intervallo identificano anomalie misurate come scarti dalla media in deviazioni standard. Il segno dell’indicatore chiarisce se trattasi di anomalia positiva piuttosto che negativa.

Analisi effettuate su base dati fonte NOAA

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