Per una stagione atlantica che latita, ed impallidisce al cospetto di quella record dello scorso anno, ci troviamo invece alle prese con una stagione delle tempeste tropicali estremamente attiva in Pacifico. Attualmente sono ben tre i sistemi tropicali che si muovono nei mari che contornano l’Asia, il tifone Saomai e le tempeste Maria e Bopha. E sono solo di pochi giorni fa i disastri provocati dalla tempesta Prapiroon nel sud della Cina.
Saomai è attualmente in pieno Oceano Pacifico, piuttosto distante da qualsiasi terra emersa, con venti che spirano attorno ai 100 nodi (circa 185 km/h), ma il suo rapido movimento verso ovest lo porterà già domani sera a sfiorare la costa nord di Taiwan, per poi toccare terra in Cina, presumibilmente a cavallo tra le province del Fujan e dello Zhejiang, durante la giornata del 10 agosto, ancora come tifone. Come di norma accade una volta toccata terra il tifone perderà gran parte della sua forza in termini di velocità del vento, ma potrà essere in grado di generare piogge torrenziali, che sono poi la causa più frequente dei disastri prodotti dai sistemi tropicali. Se le previsioni attuali verranno confermate, Saomai non colpirà il Guangdong, provincia che ha subito gravi danni dal recentissimo passaggio di Prapiroon, bensì le province immediatamente più a nord.
Abbiamo accennato al fatto che Taipei sarà solo sfiorata da Saomai, ma non potrà evitare l’impatto con la tempesta tropicale Bopha, che sebbene non potentissima, con venti che a stento raggiungono i 100 km/h, potrebbe causare piogge alluvionali soprattutto nelle regioni montagnose dell’isola. Attualmente Bopha si trova appena 200 km ad est di Taiwan, e nel suo movimento verso occidente dovrebbe impattare con la costa orientale di Taiwan entro la giornata di oggi, per poi proseguire verso la costa cinese nei pressi di Xiamen. Il servizio meteorologico di Taiwan ha già allertato la popolazione per la previsione di forti venti e piogge che potranno abbattersi sull’isola per 12/24 ore.
La tempesta tropicale Maria si trova oramai vicinissima alle coste orientali del Giappone centro-meridionale, appena una cinquantina di km a sud di Capo Shiono. Maria, con raffiche oltre i 100 km/h e che ha perso da poco il rango di tifone, andrà a sfiorare grandi aree urbane giapponesi quali quelle di Osaka, Kyoto e Nagoya, dove potrebbe far cadere fino a 400 mm di pioggia, per poi attraversare, secondo le attuali previsioni del Joint Typhoon Warning Center, il Giappone centrale e tornare in mare aperto fra due giorni nei pressi di Sendai.
E’ dunque un periodo meteorologicamente non felice per l’Asia, dopo i disastri e le centinaia di vittime provocate dalle piogge in Corea, dopo che il monsone ha colpito duro in India e Pakistan e già altri tifoni e tempeste tropicali hanno imperversato nel sud-est asiatico, eccoci alle prese con altri due giorni estremamente delicati per Cina, Taiwan e Giappone. Domani saremo già a conoscenza dei danni provocati da Bopha e Maria e nel frattempo auguriamoci che Saomai non acquisti nuova potenza.