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7 mesi dall’alluvione: Vernazza rinasce (prima parte)

di Giovanni Staiano
10 Giu 2012 - 10:41
in Senza categoria
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7-mesi-dall’alluvione:-vernazza-rinasce-(prima-parte)
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Il porticciolo di Vernazza libero dai detriti e Via Roma affollata di turisti e clienti della pizzeria e del panificio che hanno ripreso l'attività. Foto di Giovanni Staiano, 1 e 2 giugno scorsi.

Ho trascorso il fine settimana del 2 giugno a Vernazza. Il tempo è stato abbastanza buono in questo primo fine settimana d’estate, con nubi basse (macaia) sabato e domenica mattina, cielo più sgombro da nubi domenica pomeriggio, quando abbiamo fatto una puntatina in treno a Manarola.

Il fine settimana in questione è stato importante per la ripresa del borgo gravemente colpito dall’alluvione del 25 ottobre 2011. Dopo un difficile inverno, con la quasi totalità dei residenti evacuati, la rimozione del fango dei detriti dalle case e dai fondi da portare a termine prima possibile, gli ulteriori danni della forte mareggiata del 16 dicembre e il timore di nuove forti piogge che avrebbero potuto creare ulteriori danni con il letto del canale ancora sconvolto, l’arrivo della primavera ha coinciso con i primi segnali concreti dell’uscita dal tunnel. Giusto nella seconda parte di marzo, in coincidenza anche con la bellissima giornata di sole in cui il presidente Napolitano fece visita a Vernazza, si sono avute le prime riaperture, quelle di alcuni ristoranti, di un bar e di una gelateria sulla piazzetta affacciata sul mare. Poco prima di Pasqua anche qualche negozio è riuscito a riprendere l’attività e si è innescato un circolo virtuoso, con il ritorno dei turisti che non si trovavano più di fronte a un paese “fantasma”. La fine della stagione fredda e l’allungarsi delle giornate (nelle sere dello scorso inverno, il silenzio spettrale di Vernazza era davvero opprimente), insieme ovviamente alla ripresa delle attività lavorative e al recupero edilizio delle abitazioni danneggiate, almeno quelle del centro storico, hanno favorito il rientro graduale degli abitanti.

In aprile e maggio Vernazza si è trasformata in un vivace cantiere edile, affollato da un lato di camioncini, betoniere, falegnami, muratori, elettricisti, imbianchini, dall’altro di turisti per lo più “giornalieri” (pochi si fermavano a dormire in un paese comunque senza un negozio di alimentari, un panificio, un bancomat), ma abbastanza numerosi nelle belle giornate.

Dicevamo delle riaperture del 2 giugno. Ha riaperto la Pizzeria F.lli Basso, che si trova in Via Roma dove la stessa incrocia via Carattino e via Vernazza, inizio dei sentieri per Corniglia (ancora chiuso) e Monterosso. L’apertura di questa pizzeria e del vicino Panificio “Da Gino” hanno favorito il ritorno di un quadretto tipico di Vernazza, il capannello di chi, preso il suo pezzo di focaccia o di pizza, si siede a mangiarlo sui gradini che segnano l’inizio di via Carattino.

Hanno aperto anche l’edicola-tabacchi e, finalmente, l’alimentari “La Madonnina” (alias “da Pino”), di fronte al distrutto (non verrà ricostruito, almeno per ora) Ponte della Madonnina e alla gelateria Stalin, che dovrebbe aprire tra 30-40 giorni.

Folla nei ristoranti e nei negozi, veramente ha aperto il cuore rivedere l’animazione vivace e gioiosa dei trekker, dei gruppi arrivati in vaporetto, delle comitive soprattutto americane e giapponesi che sciamano per le viuzze del paese. Cominciano ad aumentare anche quelli che si fermano la notte, è un turismo per ora soprattutto “di transito”, ma è importante che il paese sia “ripartito” e che praticamente i residenti del centro storico siano tutti rientrati.

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