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La colpa è tutta del blocco anticiclonico

di Ivan Gaddari
04 Nov 2011 - 15:10
in Senza categoria
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La prima immagine, tratta dal sito www.wetterzentrale.de, ci mostra l'impianto barico del 4 novembre 1994. Erano i giorni nei quali la Valle del Tanaro vennero devastate da una tremenda alluvione.^^^^^Le seconda immagine è relativa alla configurazione barica - alla quota di riferimento dei 500 hPa - delle ore 12Z del 4 novembre 2011. La similitudine con la precedente è inquietante. Un profano potrebbe definirle identiche e forse non avrebbe tutti i torti...
Che lo si voglia o no, nel bene o nel male, le vicissitudini meteorologiche delle ultime settimane hanno visto prevalere l’Alta Pressione. Formatasi nel cuore della Russia Europea, è riuscita ad intrufolarsi sull’Europa sfruttando l’aiuto dell’Anticiclone delle Azzorre. Rammenterete, infatti, che la scorsa settimana si ebbe la chiusura di un ponte anticiclonico che dalla Penisola Iberica si estendeva al di là degli Urali.

Le velleità Atlantiche furono sopite, ma non dismesse. La genesi del peggioramento è da ricercare, sentite un po’, nell’irruzione d’aria gelida che nel Ponte di Ognissanti sferzò la parte orientale degli Stati Uniti. Già, l’ampio Vortice ciclonico s’è scavato un varco in Atlantico e si è diretto sull’Europa occidentale. La stasi altopressoria ne ha subito risentito, anzi, possiamo asserire senza dubbio alcuno che gli effetti sono stati devastanti. Pensate, in talune località francesi è caduta una quantità di pioggia che di solito si accumula in 6 mesi. 600 mm, si, avete letto bene. 600 mm in circa 24 ore.

Ma perchè abbiamo scelto di menzionare similitudini col passato? Semplice. Perché alcune delle più grandi alluvioni che sconvolsero il Nord Italia furono causate da un blocco anticiclonico posizionato più o meno come ora. Osservate la prima immagine allegata. E’ relativa al 4 Novembre del 1994. Ora, guardate la successiva. Si tratta della configurazione barica delle ore 06Z di stamane. Noterete voi stessi che la somiglianza è inquietante. Le differenze, ovvio, son presenti ma non sappiamo se saranno in grado di imprimere significativi cambiamenti in termini di precipitazioni.


Ovvio, la speranza è che non cada la stessa quantità di pioggia che cadde in quei giorni. Se dovesse succedere, è triste dirlo, le conseguenze potrebbero rivelarsi drammatiche. Il peggioramento è appena iniziato, ma l’evidenza della sua cattiveria è innegabile. Il violentissimo temporale che da stamane sta sferzando il Capoluogo Ligure, Genova, ha già causato lo straripamento di alcuni corsi d’acqua e conseguentemente l’allagamento di alcuni quartieri cittadini. Purtroppo, è notizia di qualche minuto fa, c’è stata la prima vittima.

All’epoca, nel 1994, questa stessa configurazione determinò l’alluvione della Valle del Tanaro. Le Provincie Piemontesi di Cuneo, Asti e Alessandria furono devastate così tanto che la morfologia di alcune valli cambiò irrimediabilmente. Lecito domandarsi… cos’accadrà? Difficile dirlo. Ma se davvero il blocco anticiclonico non dovesse cedere, il rischio che altre alluvioni coinvolgano le regioni Settentrionali è alto.

Dai Modelli si evince la persistenza dello sbarramento. La ragione è semplice. La risalita d’aria calda è così possente che presto si inserirà nel cuore dell’Europa alimentando ulteriormente la figura anticiclonica. Il miglioramento che seguirà il periodo perturbato, difatti, sarà favorito proprio da una riaffermazione dell’Alta Pressione Russo-Scandinava. Affinché possa verificarsi un vero cambio circolatorio, che andrebbe ad incidere profondamente su quel che resta dell’Autunno meteorologico, v’è necessità che il blocco ceda. Vi sono varie ipotesi in merito, ma al momento così distanti nel tempo da considerarsi soltanto abbozzi evolutivi.

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