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Per GFS ancora flusso artico sull’Italia, meno freddo la prossima settimana

di Pierfranco Serra
14 Ott 2009 - 10:58
in Senza categoria
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L'azione di blocco atlantico da parte dell'alta pressione delle Azzorre, continuerà a favorire la discesa di frede correnti di origine artica sull'Italia. Fonte: www.meteogiornale.it/mappe/gfs.php
L’alta pressione delle Azzorre, che prosegue con la sua decisa azione di blocco atlantico, si porterà in serata sulla Penisola Scandinava, tagliando a metà strada circa la saccatura artica che evolverà in cut-off e che intraprenderà un parziale moto retrogrado verso la nostra Penisola.

Evitato un incontro-scontro con termiche dell’ordine di -34°C! all’altezza geopotenziale di 500 hPa (5500 metri circa), nella bassa troposfera invece (1500 metri circa) continuano ad affluire sull’Italia temperature dal deciso sapore invernale. La -2°C al Nord e sulle regioni adriatiche, la 0°C sul Tirreno centro-settentrionale, la +2°C si spingerà sulla Sardegna nord-orientale.

Le estreme regioni meridionali un po’ al riparo, protette dal richiamo di correnti in quota più umide e miti nord-africane, le quali tenderanno ad invorticarsi (moderata azione ciclonica) in corrispondenza delle Nostre due Isole Maggiori.

Domani, giovedì, il freddo cut-off, dalla chiara forma ovoidale, continuerà a stazionaria tra il comparto adriatico e l’Europa centro-orientale, prigioniero dei due grandi blocchi altopressori sia a ovest (Azzorre) che a est (alta russa).

Si approfondirà tra la Sicilia e la Sardegna l’azione ciclonica di cui sopra, che porterà ad un incremento dell’instabilità anche sulle Nostre regioni meridionali. L’aria più mite porterà ad un innalzamento della quota neve in corrispondenza dell’Appennino meridionale, mentre si manterrà attorno ai 1000/1200 metri sui rilievi appenninici centro-settentrionali maggiormente esposti ai freddi venti di grecale.

Per la giornata di venerdì, giungono conferme sul remake della colata artica sin qui descritta.

Dal Mare di Barents arriveranno nuovi rifornimenti vorticosi polari all’azione del vortice autonomo sull’Europa centro-orientale, vortice che diventerà parte integrante della nuova ondulazione meridiana fredda che ad ampie falcate scivola verso l’Italia.

Nuova ondulazione ciclonica al Centro-Nord con minimo barico sottovento sull’alto settore tirrenico, sulle regioni meridionali ancore nuvole e piogge per l’area ciclonica ora sullo Ionio.

Le correnti artiche comprimeranno una nuova struttura frontale a prevalente carattere freddo sui versanti alpini di confine (forte stau e forti nevicate), refoli instabili tracimeranno sul Triveneto e sull’alto Adriatico.

Sabato, la stilettata artica attraverserà gran parte della nostra Penisola, riacutizzando l’azione ciclonica sul Tirreno meridionale.

L’Italia centro-meridionale sotto una nuova fase di maltempo. Il richiamo d’aria più mite in quota imporrà un rialzo della quota neve sui rilievi appenninici, che passerà dai 1400/1600 metri dell’Appennino centrale ai 1800 metri circa della Sila. L’area ciclonica riscalderà particolarmente la Sicilia, dove si prevede una quota neve attorno ai 2400/2600 metri.

Domenica, dopo un primo accenno di taglio da parte dell’alta pressione dinamica oceanica, la saccatura riceverà nuova linfa dai rifornimenti vorticosi polari e la lingua artica sarà ancora sulla nostra Penisola. E con essa, le precoci sensazioni invernali.

L’area ciclonica di cui sopra lentamente traslerà verso l’Egeo, ma sarà ancora una fredda e piovosa domenica d’ottobre specie sulle regioni adriatiche e sulle regioni meridionali. Maggiori aperture sul comparto tirrenico e sulla Sardegna.

Nuovo leggero calo della quota neve specie sull’Appennino centrale, in serata si attesterà attorno ai 1000 metri circa.

Quale evoluzione?

Il medio termine secondo il modello americano

Con l’inizio della prossima settimana, il freddo sulla nostra Penisola dovrebbe lentamente mollare la presa.

Pressione e geopotenziali in aumento, la saccatura artica, che evolverebbe in cut-off, galleggerebbe tra Balcani ed Europa orientale. Ma l’Italia si verrebbe a trovare nel bel mezzo di un’area di confluenza, grazie alle correnti atlantiche (incoraggiate da una saccatura che si calerebbe al largo delle coste portoghesi) che incontrerebbero in quelle più fresche continentali da ampia ritornante ciclonica. Relativa instabilità.

GFS vedrebbe poi un’affermazione decisa del moto ondulatorio atlantico, con rimonta tiepida sub-tropicale africana in area mediterranea.

Monitoriamo con attenzione.

Il lungo termine secondo il modello americano

Attività ciclonica atlantica con l’Italia che rimarrebbe ai margini?

Ci ritorneremo.

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