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Tregua anticiclonica, ma poi? Ancora freddo?

di Ivan Gaddari
21 Ott 2009 - 14:35
in Senza categoria
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tregua-anticiclonica,-ma-poi?-ancora-freddo?
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L’elemento saliente a breve termine.
Una perturbazione proveniente dall’Atlantico sta scavando un’area di Bassa Pressione a ridosso dei mari meridionali peninsulari. Tra domani e dopo avremo condizioni di maltempo che si concentreranno gradualmente nelle regioni del Sud.

L’elemento saliente a medio termine.
Le condizioni meteorologiche miglioreranno sul finire della settimana, quando un campo di Alta Pressione si adagerà sulla Penisola garantendo facilitando il ritorno del sole e un generale aumento delle temperature. Tuttavia la tregua potrebbe rivelarsi di breve durata perché le profonde oscillazioni cicloniche oceaniche andrebbero a scavare una voragine barica in pieno Atlantico. La conseguente risposta anticiclonica si dirigerebbe sull’Europa occidentale e potrebbe spingersi verso nord, in direzione delle Isole Britanniche.

L’elemento saliente a lungo termine.
La formazione del blocco anticiclonico andrebbe a enfatizzare uno scivolamento a sud del ramo scandinavo del Vortice Polare.

Il trend a lungo termine:
Aria particolarmente fredda d’estrazione Artica alimenterebbe una nuova vasta depressione in dislocazione sull’Europa orientale. Non è da escludere che anche l’Italia possa in qualche modo essere influenzata da una circolazione di chiaro stampo invernale.

Elementi di incertezza:
Nel corso dell’ultimo editoriale ci soffermammo ad analizzare le incertezze dettate dalla traiettoria che avrebbe potuto intraprendere la nuova ondulazione ciclonica oceanica. Bene, oggi sembra che quella stessa saccatura piuttosto che raggiungere i settori occidentali europei possa scivolare più a ovest. Ciò significa che posizionandosi in pieno Atlantico enfatizzerebbe una risposta anticiclonica con possibilità di formazione di un blocco tra Spagna, Francia e Isole Britanniche. Si tratta di una pista, attualmente la più battuta, ma per avere qualche certezza in più dovremo necessariamente attendere i prossimi aggiornamenti.

Fattori di normalità climatica:
Dopo il crollo termico della scorsa settimana, le temperature stanno registrando un generale rialzo e nei prossimi giorni potrebbero portarsi un po’ al di sopra della norma. Poi, a inizio Novembre, il trend potrebbe nuovamente invertirsi dirigendo il termometro, nuovamente, al di sotto della media.

Le precipitazioni saranno abbondanti nelle prossime 48 ore e come detto nel precedente editoriale vi saranno zone soggette a dei nubifragi e quindi a dei surplus pluviometrici significativi. Ma poi verrà il bel tempo e i fenomeni cesseranno.

Focus: evoluzione sino al 03 novembre 2009
Domani piogge, rovesci, temporali interesseranno gran parte della Penisola. Il passaggio perturbato sarà rapido, perlomeno al Nord e sulle Centrali, ove già dal pomeriggio dovrebbero cessare i fenomeni. Al Sud e sulla Sicilia, invece, la fenomenologia potrebbe attardarsi sino a sabato, complice una profonda area di Bassa Pressione sullo Ionio. Coinvolte parzialmente anche le regioni del medio versante Adriatico, a causa di un temporanea richiamo d’aria più fresca dai quadranti settentrionali.

La successiva rimonta anticiclonico dovrebbe consegnarci qualche giorno di bel tempo e temperature gradevoli. Ma poi, sul finire del mese, la circolazione potrebbe nuovamente mutare. Aria più fredda potrebbe iniziare a fluire sulle nostre regioni e in avvio di Novembre un’ampia depressione Artica – in posizionamento nelle zone orientali del Continente – potrebbe causare un nuovo peggioramento dai connotati tardo autunnali o addirittura precocemente invernali.

Evoluzione sino al 08 novembre 2009
Per poter stabilire una linea di tendenza affidabile si dovrà attendere che si dipanino i dubbi relativi all’evoluzione suddetta. Ma qualora dovesse verificarsi quanto prospettato, la ferita che si verrebbe a creare avrebbe degli strascichi per tutta la prima settimana di Novembre.

In conclusione.
L’analisi odierna mostra prospettive nuove, che avranno necessità di ulteriori conferme. Non scordiamoci che quando si ha a che far con oscillazioni della corda atlantica è bene non dar nulla per scontato.

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