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Vortice instabile in fase di stanca, sfiancato dagli anticicloni

di Mauro Meloni
03 Apr 2009 - 20:30
in Senza categoria
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Le perturbazioni atlantiche provano a forzare l'anticiclone che si è stabilito sul Nord Europa, mentre sul Mediterraneo Centrale restano ancora condizioni di moderata instabilità, per la residua azione vorticosa il cui perno si va spostando in direzione delle coste algerine. Copyright 2009 Eumetsat.
Sull’Europa si va affermando uno scenario prevalentemente anticiclonico, anche se un sistema frontale oceanico sta tentando di scardinare le resistenze altopressorie sulle Isole Britanniche e sulle coste occidentali francesi. Il cuneo anticiclonico in quota ha rafforzato la propria presenza anche su buona parte dei settori centro-orientali del Continente fino al Mauro, mentre sul cuore dell’Europa Mediterranea resta cristallizzata una debole circolazione d’instabilità, ospitata all’interno di questo contesto di pressioni atmosferiche medio-alte.

L’area ciclonica sta notevolmente perdendo d’intensità ed il raggio d’azione appare sempre più limitato. La nuvolosità che si nota roteare attorno al perno di bassa pressione, in spostamento dalle Baleari verso le coste algerine, si mostra progressivamente più frastagliata e incapace di dar luogo a precipitazioni di rilievo. Solo qualche pioggia ha interessato le Isole Baleari e le Costa Azzurra, ma in misura assai più limitata rispetto a questi ultimi casi.

Entrando nello specifico all’analisi sull’Italia, la presenza della circolazione ciclonica si è concretizzata in una situazione di spiccata variabilità. Si è concluso il maltempo sul Nord, con l’attenuazione di quell’ammasso nuvoloso responsabile di precipitazioni particolarmente abbondanti sulla fascia pedemontana del Piemonte Occidentale. Questa mattina una certa fenomenologia si è attardata tra le pianure e le Prealpi Venete, oltre a talune zone del Friuli Venezia Giulia.

Le nubi irregolari, in rotazione attorno al perno ciclonico ad ovest della Sardegna, si sono poi accentuate nelle ore pomeridiane, grazie al contributo del riscaldamento diurno dell’entroterra che ha dato manforte ai moti convettivi. Acquazzoni sparsi, spesso a carattere temporalesco, hanno coinvolto la fascia prealpina centro-orientale, i rilievi piemontesi e le Colline Metallifere.

La fenomenologia temporalesca pomeridiana si è poi fatta sentire, seppure in misura occasionale, anche lungo la dorsale appenninica centro-meridionale e sui rilievi della Sicilia. Rovesci e temporali diffusi hanno invece colpito per buona parte delle ore diurne le zone interne della Sardegna, mentre al primo mattino solo alcune zone costiere occidentali erano interessate da rovesci. L’Isola è stata ancora una volta privilegiata dall’instabilità, per la maggiore vicinanza col centro motore della depressione.

I maggiori spazi soleggiati presenti sul Nord hanno incentivato una notevole risalita delle temperature sulle pianure e sugli spazi vallivi. Da segnalare frequenti punte superiori ai 20 gradi su alcune zone del Triveneto e sulle vallate interne delle regioni centrali meno colpite dall’attività instabile delle ore pomeridiane. Nel week-end vedremo un’ulteriore impronta primaverile dello scenario attuale, con le temperature che localmente potranno risalire di qualche grado, mentre non si arresterà ancora l’instabilità temporalesca, sempre più spiccatamente ad evoluzione diurna.

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