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Le acque artiche del Nord Est Atlantico (Parte 3/6)

di Alessandro Mandelli
31 Ott 2004 - 09:27
in Senza categoria
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le-acque-artiche-del-nord-est-atlantico-(parte-3/6)
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Rappresentazione schematica del fenomeno dell'overflow.
2.1. Cambiamenti del clima e effetti della formazione delle correnti atlantiche profonde
Il cambiamento del clima, a differenza della variabilità del clima (trattata nell’articolo precedente), riflette gli effetti del rilascio antropogenico dell’anidride carbonica ed di altri gas della serra sul sistema globale del clima. La formazione delle acque profonde dà alla regione I un ruolo unico a tale riguardo. Le acque fredde profonde ed intermedie che traboccano dalla cresta atlantica tra Groenlandia e Scozia sono una componente chiave della circolazione profonda dell’oceano e formano un collegamento fra l’atmosfera e l’oceano profondo. L’acqua atlantica che fluisce nei mari nordici per compensare le correnti profonde sono criticamente importanti rispetto al clima regionale, e rendono le zone della regione I molto più calde di quanto non lo sarebbero senza di esse. I processi che avvengono nella regione posso quindi essere critici allo sviluppo del clima globale, mentre i cambiamenti nel clima globale possono interessare la regione I in modi mai visti altrove. L’importanza di questo punto deve essere evidenziata, poiché questa costituirà la base del clima europeo futuro.

2.2. Formazione delle correnti atlantiche profonde
A nord della zona della cresta atlantica tra Groenlandia e Scozia si formano masse d’acqua in affondamento dagli strati superiori ai livelli più profondi, a causa del raffreddamento degli strati superficiali a contatto con la fredda aria artica. Questa acqua si dirige verso sud e trabocca dalla cresta in parecchi punti. Questo fenomeno è noto con il nome di “overflow”. L’acqua di overflow è molto più fredda dell’acqua dell’Atlantico a parità di profondità. Durante e dopo il passaggio sopra la cresta, l’overflow trascina un po’ di acqua atlantica, approssimativamente raddoppiando la sua portata. Anche se questo fenomeno ne aumenta la temperatura, la massa risultante dell’acqua è ancora considerevolmente più densa delle acque ed esso circostanti. Mentre si propaga verso sud, lungo le valli più profonde dell’Atlantico, l’acqua scende a notevoli profondità grazie alla sua densità.
Insieme ad una piccola componente meno densa, dovuta all’abbassamento del fondo nel mare del Labrador, questa miscela si trasforma nella “Acqua Profonda del Nord dell’Atlantico” che si propaga attraverso l’Atlantico stesso e poi negli oceani Indiano e Pacifico, formando il cosiddetto nastro trasportatore globale. L’affondamento delle acque nella regione I è quindi un processo chiave nella circolazione termoalina globale ed è un contribuente dominante al rinnovamento delle acque profonde degli oceani del mondo intero. In questo modo, il processo si trasforma in un collegamento vitale fra l’atmosfera e le parti profonde degli oceani, i quali contengono le frazioni di gran lunga più grandi di calore ed anidride carbonica del sistema globale del clima.

Tradotto e liberamente adattato da Alessandro Mandelli per Meteogiornale.it con autorizzazione OSPAR del 28/08/02.
OSPAR Commission 2000. Quality Status Report 2000, Region I – Arctic Waters. OSPAR Commission, London. 102 + xiv pp. ISBN 0 946956 47 2

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