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L’alito africano tornerà a farci visita

di Stefano Zerauschek
30 Lug 2009 - 10:57
in Senza categoria
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La configurazione barica del 5 agosto non sarà, stando alle proiezioni attuali, molto diversa da quella dell'inizio agosto 2003. Aria molto calda salirà dal Nord Africa investendo l'Europa centro-occidentale e le regioni occidentali italiane. Fonte: www.meteogiornale.it/mappe.
Le temperature sopra la norma su tutto il nostro Paese continueranno ad essere tali, almeno fino agli ultimi giorni della prima decade di agosto; anzi, è probabile un progressivo incremento termico sul Nord Italia, su buona parte dell’Europa Centro-Occidentale e sulla Scandinavia Meridionale.

Il passaggio instabile del pomeriggio-sera di domenica 2 agosto, un fronte freddo atlantico ridotto a linea d’instabilità, è l’unica incognita di un certo rilievo per i prossimi 10 giorni.
I modelli matematici di previsione non sono in buon accordo su questa variabile; per alcuni sembra poter essere relativamente marcata, con fenomeni temporaleschi, sparsi, anche sulla Pianura Padana e sul Nord Adriatico, e accompagnata da un calo termico, temporaneo, di 3-5 °C al Nord e sul Centro Adriatico; per altri, la maggior parte invero, al contrario, appare una debolissima infiltrazione che dovrebbe limitarsi a qualche temporale locale sulle Alpi tra domenica pomeriggio e lunedì mattina.

Sono tutti d’accordo, peraltro, sull’evoluzione successiva, da martedì 4 agosto, che vedrebbe la rimonta dell’anticiclone africano, con l’aiuto, al suolo, di un promontorio azzorriano in fase di continentalizzazione, rafforzamento e in successiva dinamica disposizione meridiana, con massimi pressori, sempre al suolo, sull’Europa Centrale; esso aiuterebbe la risalita dell'”Africano” verso Nord-Nord-Est, soprattutto dagli 850 hPa in su, sbarrando la strada ai fronti della depressione islandese, in progressivo indebolimento al suolo, ma ancora molto attiva, come vortice, in quota.
Il vortice islandese (figura depressionaria estesa verticalmente a tutte le quote) avrà una parte importante nel rigonfiamento anticiclonico afro-europeo, isolando quest’ultima figura da quella azzorriana, in nuova ritirata verso l’Atlantico, e creando un canale instabile con le isole Canarie, necessario al consequenziale rinforzo della risposta sahariana meridiana.

Da alcune analisi si nota che si potrebbe porre in essere un forte ponte anticiclonico meridiano tra Nord-Africa, Europa Centrale e Artico europeo, con intense correnti calde in risalita dal Maghreb fino alla Scandinavia, le quali arroventerebbero per bene soprattutto la Francia, ma anche il nostro Nord-Ovest, la Toscana e la Sardegna.

Tutto questo, se confermato, vorrà dire tempo estremamente stabile e molto caldo su oltre mezza Europa, con una configurazione isobarica ed isotermica non dissimile, a grandi linee, da quella della prima decade dell’agosto 2003, fermo restando che quell’estate iniziò a metà maggio e ad agosto si era già al terzo mese di temperature costantemente e notevolmente sopra la norma.

Il tutto ci conduce a parlare anche dell’assenza di precipitazioni che, come evidente, eccezion fatta per le Alpi e, forse, per alcune aree padano-venete, si protrarrà per almeno altri 8-10 giorni, il tutto abbastanza in linea con le statistiche pluviometriche del cuore dell’Estate mediterranea e reso meno gravoso dalle abbondanti piogge tardo primaverili.

Dopo l’intensissima, ma breve, onda di calore del 23-24 e 25 luglio scorsi, ora l’estate sembra proporsi con maggior equilibrio in termini di temperature massime, le quali, al momento, non sono previste superare estremi compresi tra i 40°C sulle zone più calde delle Isole Maggiori, i 35°C della Pianura Padana e i 29-32°C delle coste; tuttavia, la persistenza di temperature superiori, comunque di parecchi gradi, alle rispettive medie del periodo non è da sottovalutare.

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