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La nuova spinta anticiclonica non garantisce stabilità sul settore alpino

di Andrea Danzi
01 Ago 2008 - 10:50
in Senza categoria
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la-nuova-spinta-anticiclonica-non-garantisce-stabilita-sul-settore-alpino
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L’Italia centro-meridionale è anche oggi in balìa dell’egemonia subtropicale. I 1016 hPa peninsulari assicurano caldo elevato.
La presenza in serie di numerose falle bariche oceaniche (1000, 1001, 1007 e 1009 hPa) permette alle azioni cicloniche di sviluppare fronti occlusivi a raffica e a formare un lungo fronte freddo capace di tagliare l’intera Francia.
Imponenti sono i picchi altopressionari artici. I 1027, 1031 e 1034 hPa garantiscono bel tempo e temperature da record per quei territori abituati a ben altre condizioni climatiche.


La lunga scia frontale francese spicca al centro dell’immagine Meteosat odierna. Gli scontri con la superficie bollente anticiclonica sono ruspanti. Celle temporalesche cumulonembiche pullulano sulle aree di confine franco-svizzero-italiche, sfondando la barriera alpina e rivolgendosi verso le zone prealpine.
I venti freddi artici continentali, dopo esser stati a guardare per qualche giorno le attività altopressionarie scandinave, stanno organizzando una lenta, ma progressiva ripresa dei propri territori. Le nubi che offuscano i cieli lapponi ne sono la conseguenza.


La risalita altopressionaria è sempre più evidente. Oggi il cuneo rovente dei 5800m di altitudine sfiora la catena alpina, testimoniando gli effetti temporaleschi sopraccitati.
La discesa termometrica è brusca in direzione ciclonica atlantica seguendo una evidente forma di saccatura. I geopotenziali scendono di valore e a 5500 m di altitudine si registrano -20°C.


La carta del vento a 850hPa è molto significativa. Il colore blu che dipinge l’intera nostra Penisola testimonia la quasi totale assenza di vento. Spettacolare ed evidente l’azione dei venti freddi artici marittimi che spingono il fronte freddo dall’Atlantico settentrionale sino ai versanti occidentali alpini.

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