La Civiltà Contemporanea appare fortemente influenzata dalla elevata quantità di notizie allarmanti sul Clima e delle avversità del tempo meteorologico. Nelle ultime settimane, le condizioni meteo sull’Italia sono state clementi come pochi rammentavano per novembre.
Alcuni suggeriscono che ad un novembre mite potrebbe seguire un inverno freddo e nevoso. Ma le teorie della compensazione trovano difficile impiego nelle previsioni meteo a lungo termine, già i modelli matematici che tutti i giorni emettono linee di tendenza sviluppate da miliardi e miliardi di complessi calcoli, oltre un certo limite temporale commettono errori di valutazione sul tempo che farà.
In questi giorni si parla di un prossimo cambiamento del tempo, di tracciati di tendenza verso condizioni atmosferiche più consone per il periodo.
L’uomo è instancabile, cerca punti di riferimento per il futuro anche nel tempo atmosferico, forse perché tutte le economie del Pianeta, da quelle più ricche a quelle molto meno, sono influenzate dall’evoluzione climatica. Così anche per le scelte familiari e quelle delle grandi industrie si contempla l’orizzonte del cielo ogni giorno, per conoscere che tempo farà.
L’Europa vive una fase meteorologica mite, ma tutto sommato in un range termico vissuto forse altre volte negli ultimi decenni, ma che preoccupa più che in passato.
Nel frattempo giungono buone notizie per il Vecchio Continente, i super Computer del tempo atmosferico, annunciano che presto torneranno a soffiare i venti dell’Atlantico sull’Europa. Il rinnovarsi di frequenti flussi atlantici, potrebbe rivelarsi un evento nuovo, traccia di quella via cercata verso il riequilibrio del Clima, ma forse siamo troppo ottimisti.
La teoria della compensazione non è mai stata provata; appare alla stragrande maggioranza dei climatologi poco credibile: se per tre mesi fa caldo, non è detto che poi ci saranno tre mesi freddi.
Siamo prossimi ad una svolta? E’ impossibile stabilirlo sulla base di quanto fruibile attualmente attraverso i modelli matematici. Ad oggi appare probabile che ci sarà un sensibile abbattimento dei valori della pressione a tutte le quote atmosferiche, dal periodo dell’Immacolata in poi e forse sino a metà mese.
Nel particolare rileviamo che il peggioramento del tempo sarà causato dalle Correnti dell’Atlantico, che tuttavia, seppur marginalmente riguarderanno l’Italia, dove tra l’8 dicembre ed il 12 transiteranno almeno due saccature, che si staccheranno dal flusso zonale e daranno genesi ad un Vortice autonomo: il CUT OFF.
Simili figure bariche vengono chiamate anche gocce fredde in quota, e le condizioni meteo associate sono di tempo instabile. Esse si intensificano sull’Italia per diversi elementi favorevoli, come umidità del mare e temperatura elevata, orografia.
Producono piogge sparse, anche intense in prossimità delle coste ed i rilievi pre-costieri, mentre l’evoluzione verso il miglioramento succede lentamente.
Quanto si prospetta avrà una parvenza di normalità, infatti la temperatura sarà relativamente mite (più elevata della media), mentre si avranno precipitazioni sparse un po’ su tutte le regioni d’Italia e neve nei monti più elevati.
Ma l’Atlantico in persona interesserà direttamente ancora una volta il Centro ed il Nord dell’Europa, e non il Mar Mediterraneo. La normalità sarà illusoria se non seguirà un lungo periodo perturbato, anche alternato da brevi fasi di bel tempo.
Per tornare verso la media, dovremmo vedere uno o due mesi dell’inverno con temperature sotto la norma e precipitazioni frequenti, ma chi può affermare che sarà così è un po’ sognatore.