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Ophelia si dirige verso il Massachusetts

di Massimo Aceti
16 Set 2005 - 12:54
in Senza categoria
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Ophelia fotografata dal satellite GOES, al canale dell'infrarosso, ormai priva del caratteristico occhio degli uragani.
L’uragano Ophelia non esiste più. La scala Saffir-Simpson classifica le tempeste tropicali secondo l’intensità dei venti che le accompagnano, ed Ophelia, posizionata ora 55 miglia a sud est di Cape Hatteras, con un minimo di pressione di 955 hPa e con venti sostenuti poco sopra i 100 km/h, è ridiventata una tempesta tropicale. Un percorso all’incontrario che tocca prima o poi a tutti gli uragani, o dopo aver fatto il “landfall”, ovverosia dopo aver lasciato il mare aperto e toccato terra, o dopo essersi spostati troppo a nord e non essere più a contatto con superfici marine sufficientemente calde da consentire il sostentamento della tempesta.

L’allerta uragano è dunque attualmente cessata lungo le coste della North Carolina, ma rimangono le allerte per le copiose piogge e i venti comunque forti che accompagnano ancora il passaggio di Ophelia. Le allerte sono attualmente in vigore nel tratto di costa compreso tra Cape Lookout e il confine tra North Carolina e Virginia, ma nel suo movimento verso nord la tempesta dovrebbe raggiungere tra venerdì e sabato le coste del Rhode Island e del Massachusetts, in particolare le isole di Nantucket e di Martha’s Vineyard, e la penisola di Cape Cod, quando seppur in ulteriore indebolimento, i suoi venti potranno pur sempre sfiorare i 100 km/h.

Il National Hurricane Center ha allertato le popolazioni che vivono nell’area suddetta, a prepararsi ad accogliere una tempesta che sarà paragonabile ad un potente “Noreaster”. Le “Noaresters” sono tempeste piuttosto comuni nella sponda americana del Nord Atlantico in autunno e, causate dai fronti freddi che scendono dal Canada e che si rinforzano a contatto con le acque ancora calde dell’Oceano, sono state specie in passato, responsabili dell’affondamento di molti pescherecci o navi di piccolo cabotaggio.

Ophelia infine, farà probabilmente “landfall” sull’isola di Terranova, dopo aver “strisciato” lungo la Nuova Scozia.

Nel frattempo nel Pacifico orientale Kenneth è diventato uragano. Con una pressione minima centrale di 987 hPa ed accompagnato da venti sostenuti a 120 km/h con raffiche fino a 150 km/h, Kenneth si sta muovendo alla velocità di 13 km/h verso ovest. E’ previsto in notevole rinforzo fino a domani, quando le raffiche di vento potranno raggiungere i 180 km/h, ma non c’e’ alcun rischio che possa, almeno nei prossimi 5 giorni, abbattersi su terre emerse.

Jova, poco distante da Kenneth, è invece ancora una tempesta tropicale, ma il suo movimento sempre verso ovest potrebbe portarla all’inizio della prossima settimana ad avvicinarsi alle isole Hawaii. Da seguire con attenzione, ma per il momento senza alcun allarme.

Dall’altra parte del Pacifico, esattamente nel Mar Cinese Meridionale, si è invece formata una depressione tropicale, la sedicesima della stagione. La sua traiettoria la sta portando ad avvicinarsi alle coste del Vietnam ed anche se non sarà accompagnata da venti molto forti – è prevista infatti la sua promozione a tempesta tropicale ma solo per poco tempo – sarà da monitorare a causa delle forti piogge che potrebbe causare in alcune aree dell’Indocina.

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