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Prima, intensa irruzione artica ad inizio dicembre?

di Ivan Gaddari
24 Nov 2014 - 14:55
in Senza categoria
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L’Alta Africana invecchia:
le rimonte anticicloniche autunnali, specie se di matrice subtropicale, si traducono sovente in nebbie e nubi basse. La stabilità atmosferica inibisce il rimescolamento dell’aria e nel contempo facilita l’accumulo di umidità nei bassi strati. Umidità che si è accresciuta anche in seguito all’avvezione dell’aria calda nord africana e che nelle ore più fredde della notte sfocia nello sviluppo di nebbie e nubi basse. Ed è per questo che pur in presenza dell’Alta Pressione, molte regioni hanno sperimentato giornate grige o addirittura uggiose.

Fa caldo:
ciò che accomuna l’intera Paese, chi più chi meno, è il caldo anomalo. Le temperature si mantengono ben al di sopra delle medie stagionali, soprattutto le massime. In alcuni casi abbiamo sfiorato i 25°C, un valore a dir poco assurdo se si considera che siamo entrati nell’ultima settimana di novembre. E neanche il freddo notturno è servito a riequilibrare la situazione. Qualora dovesse arrivare il freddo, come vedremo a breve, dovremo accogliere l’eventuale severo abbassamento termico con estremo favore perché come ben sappiamo pesanti e persistenti anomalie termiche possono produrre fenomeni atmosferici terribili.

L’Atlantico:
la rimonta anticiclonica africana è conseguenza delle variazioni bariche che hanno coinvolto lo scacchiere oceanico. La grande Depressione d’Islanda ha rallentato e un’ampia struttura ciclonica è sprofondata a sud raggiungendo addirittura l’arcipelago delle Canarie. Ora, nonostante il ripristino di una discreta circolazione zonale, le dinamiche che produrranno lo smantellamento dell’Alta Africana e il ritorno delle piogge dovrebbero scongiurare fenomeni alluvionali o comunque preoccupanti. Certo è che nelle regioni martoriate dal maltempo precedente si dovrà comunque prestare una certa attenzione.

Arriva l’inverno:
esattamente tra una settimana, il 1 dicembre, il calendario meteorologico sancirà l’avvio dell’inverno. Esordio che potrebbe proporci, confermando alcune analisi precedenti, l’intervento della prima irruzione artica stagionale con addirittura le prime nevicate a bassa quota su alcune delle nostre regioni. L’ipotesi, molti che ci seguono lo ricorderanno, fu ampiamente descritta in editoriali passati e in varie occasioni focalizzammo l’attenzione sulle dinamiche a carico del Vortice Polare. Le variabili che agiscono alle diverse quote atmosferiche debbono essere valutate attentamente, valutazione che nonostante le proiezioni deterministiche dicessero il contrario forniva indicazioni su un probabile raffreddamento del comparto europeo.

Il trend evolutivo:
nell’analisi a lungo termine è bene non soffermarsi sul nostro orticello, perché altrimenti non avrebbe alcun senso affrontare un discorso ad ampio raggio basandosi sulle dinamiche bariche atmosferiche. E’ ben più importante inquadrare determinati elementi e valutarne le variazioni. La nostra attenzione, ora, è orientata al Vortice Polare e a quel che potrebbe accadere da qui ai primi di dicembre. Tralasciando quel che dicono i modelli deterministici, sono due le ipotesi in campo: nuovi disturbi a carico della struttura ciclonica e la propagazione ai piani bassi atmosferici, oppure un temporaneo ricompattamento del Vortice con ritorno dell’Atlantico in grande stile. Sarà interessante, quindi, valutare le proiezioni modellistiche step by step per capire come eventuali ingerenze stratosferiche si propagheranno – o meno – in direzione della troposfera.

Focus: evoluzione sino al 07 dicembre 2014
Le condizioni del tempo registreranno un graduale peggioramento, che dovrebbe coinvolgere anzitutto Nordovest e Sardegna ma che poi dovrebbe estendersi anche su Nordest e regioni tirreniche. Altrove spiccata variabilità, con piogge meno probabili ma non del tutto escluse. Le temperature, rispetto agli ultimi giorni, verranno capovolte: le massime scenderanno, le minime aumenteranno.

Il quadro descritto dovrebbe accompagnarci ai primi di dicembre, momento in cui assisteremo presumibilmente ad un nuovo cambio circolatorio. Lo spostamento delle depressioni atlantiche verso est, direzione Scandinavia, dovrebbe consentire all’Alta delle Azzorre di spingersi verso nord. Qualora si realizzasse tale spinta, aria fredda Artica si spingerebbe a sud puntando il cuore del Mediterraneo e quindi dell’Italia. A seguire la stessa struttura anticiclonica potrebbe piegare verso nordest, congiungendosi con l’Alta Russa e spingendo aria ancor più fredda sull’Europa centro orientale. Da valutare l’eventuale coinvolgimento anche delle nostre regioni.

Evoluzione sino al 12 dicembre 2014
Si potrebbe aprire una profonda ferita barica che proporrebbe condizioni di maltempo per gran parte della prima decade di dicembre. Le temperature non dovrebbero discostarsi dalle medie stagionali.

In conclusione.
L’inverno, dopo un autunno a dir poco caldo, potrebbe bussare alla nostra porta rammentandoci che ogni stagione ha una storia a sé e che eventuali paragoni con anni passati non hanno alcun senso.

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