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      Quasi anticipo d’estate, ma nel week-end ficcante incursione temporalesca

      Mauro Meloni
      Mauro Meloni
      Published: 16/04/2013
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      Proiezione del modello GFS per il 19-20 aprile, con il previsto affondo di un nocciolo ciclonico freddo ed instabile verso il Mediterraneo. Terminerà così la prima fase stabile e calda della stagione. Rielaborazione grafica a cura della Redazione Meteo Giornale. Fonte www.meteogiornale.it/mappe-modelli-meteo
      VOLTO STABILE DELLA PRIMAVERA – Si è dovuto aspettare molto a lungo per poter finalmente godere di belle giornate su tutta Italia: tutta la prima parte della primavera era infatti trascorsa all’insegna di condizioni fin troppo perturbate, con piogge, nevicate e clima a lunghi tratti freddo. Da qualche giorno lo scenario si è capovolto e le perturbazioni atlantiche sono state spazzate via, costrette a transitare a latitudini più alte, per la rimonta prepotente di un campo anticiclonico di matrice sub-tropicale, che ha determinato un brusco cambiamento non solo sul Mediterraneo, ma anche su gran parte d’Europa. Quell’anomalia circolatoria, alla base del gelo eccezionale e duraturo su parte del Continente, si è assorbita e l’attuale elevazione anticiclonica è solo una conseguenza di un mutamento dello schema barico su tutto lo scacchiere euro-atlantico. Si rischia di passare da un estremo all’altro? Probabilmente no, dato che l’anticiclone subirà presto una battuta d’arresto.

      TEMPERATURE QUASI ESTIVE – Una rimonta anticiclonica sub-tropicale presuppone l’afflusso di masse d’aria calda dalle latitudini nord-africane. Le temperature sono così notevolmente aumentate, soprattutto sulle zone interne del Centro-Nord e sulle aree montuose, con valori abbondantemente sopra la norma. Fa più caldo al Settentrione piuttosto che al Sud, perché su queste ultime regioni si risente di un marginale afflusso fresco dai Balcani. I tepori si sentono principalmente su pianure ed solo aree interne centro-settentrionali tirreniche, perché va tenuto conto che il mare ad aprile è ancora piuttosto freddo: in sostanza le località costiere beneficeranno di temperature più basse per effetto dei regimi di brezza. Nei prossimi giorni avremo l’apice di questo semi-anticipo d’estate: in Val Padana, Toscana, Sardegna, Umbria e Lazio si potranno toccare punte di 27-28 gradi.

      DA VENERDI’ SI CAMBIA, GOCCIA FREDDA – Il caldo dei prossimi giorni sarà notevole anche in montagna, con punte di oltre 15 gradi a 1500 metri d’altezza: considerata l’abbondante presenza di neve, bisognerà fare attenzione al fenomeno insidioso delle slavine. Questa situazione, dominata dall’anticiclone nord-africano, non sembra però destinata a durare a lungo e venerdì avremo i primi cenni di cedimento barico sul Nord Italia, per l’avvicinamento graduale di un vortice freddo dalla Francia: piogge e temporali, dai settori alpini e prealpini, tenderanno a propagarsi alle pianure. Nel corso del week-end la goccia fredda dovrebbe ulteriormente affondare sul Mediterraneo, con instabilità probabilmente accentuata anche su gran parte del Centro-Sud, anche se persiste qualche incertezza sull’esatta traiettoria del nucleo ciclonico. Oltretutto, le temperature caleranno drasticamente, specie in montagna, riportandosi su valori localmente inferiori alle medie.

      TENDENZA 25 APRILE – Il passaggio del vortice temporalesco potrebbe lasciare importanti strascichi, trovandosi intrappolato sul Mediterraneo: l’instabilità indugerà ancora ad inizio della prossima settimana, probabilmente in modo maggiore al Sud. Per l’evoluzione successiva, attorno a giovedì 25 aprile, le proiezioni dei maggiori centri di calcolo sono al momento molto incerta, in quanto non c’è uniformità di vedute. Il modello europeo indica una possibile nuova rimonta anticiclonica che riporterebbe rapidamente la stabilità primaverile, mentre l’evoluzione prospettata da GFS è meno stabile, in quanto potrebbero farsi strada nuove interferenze instabili e relativamente fredde nord-atlantiche fin verso il Mediterraneo. In base a questa seconda ipotesi, tutt’altro che da scartare, la terza decade d’aprile trascorrerebbe con instabilità a tratti, ma si tratterebbe di scenari tipici per questo scorcio stagionale, in quanto l’estate non è ancora così vicina.

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