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La depressione africana a contatto con il mediterraneo si carica di umidità e di energia appesantendosi, e divenendo una vera depressione mediterranea. Quello che sconcerta è la sua profondità, ben 995 Hpa. Siamo oramai al 4-5-1998 e la bomba metereologica si scatena con tutta la sua violenza sul meridione tirrenico rallentata nel suo naturale spostamento verso est dalla presenza dall’alta che dalla Libia si sviluppa fino alla Russia e spostandosi fra il giorno 4 e il giorno 5 verso nord (il giorno 5 il minimo si troverà ormai sulla Russia), indugiando con le piogge sul Tirreno e determinando l’evolversi della tragedia.

Diamo qui di seguito alcuni dati testimoni della eccezionalità dell’evento: quasi settantadue ore di pioggia incessante, ben 140 mm di pioggia caduta a Sarno in 48 ore. Possiamo dunque distinguere quattro protagonisti metereologici di questa tragedia:

1) le alte temperature che caratterizzarono il nord-africa in quello scorcio di primavera e che avrebbero più tardi regalato all’Italia una delle estati più roventi del secolo;

2) i ripetuti e tardivi scambi termici fra alte e basse latitudini favorite da una alta azzorriana in posizione di blocking in pieno atlantico;

3) le ripetute formazioni di gocce fredde che contraddistinsero quella primavera;

4) il potere amplificatore del mar mediterraneo.

immagine 1 del capitolo 4 del reportage lalluvione di sarno e quindici 04/05/1998 GPT e temperature a 500 hPa.

immagine 2 del capitolo 4 del reportage lalluvione di sarno e quindici 04/05/1998 GPT, UR e temperature a 850 hPa.

immagine 3 del capitolo 4 del reportage lalluvione di sarno e quindici 04/05/1998 Vento, velocità verticali e acqua precipitabile a 700 hPa.

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Cerca per tag: meteo clima

Pubblicato da Fiorentino Marco Lubelli

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La depressione africana a contatto con il mediterraneo si carica di umidità e di energia appesantendosi, e divenendo una vera depressione mediterranea. Quello che sconcerta è la sua profondità, ben 995 Hpa. Siamo oramai al 4-5-1998 e la bomba metereologica si scatena con tutta la sua violenza sul meridione tirrenico rallentata nel suo naturale spostamento verso est dalla presenza dall’alta che dalla Libia si sviluppa fino alla Russia e spostandosi fra il giorno 4 e il giorno 5 verso nord (il giorno 5 il minimo si troverà ormai sulla Russia), indugiando con le piogge sul Tirreno e determinando l’evolversi della tragedia. Diamo qui di seguito alcuni dati testimoni della eccezionalità dell’evento: quasi settantadue ore di pioggia incessante, ben 140 mm di pioggia caduta a Sarno in 48 ore. Possiamo dunque distinguere quattro protagonisti metereologici di questa tragedia:1) le alte temperature che caratterizzarono il nord-africa in quello scorcio di primavera e che avrebbero più tardi regalato all’Italia una delle estati più roventi del secolo;2) i ripetuti e tardivi scambi termici fra alte e basse latitudini favorite da una alta azzorriana in posizione di blocking in pieno atlantico;3) le ripetute formazioni di gocce fredde che contraddistinsero quella primavera;4) il potere amplificatore del mar mediterraneo. 04/05/1998 GPT e temperature a 500 hPa. 04/05/1998 GPT, UR e temperature a 850 hPa. 04/05/1998 Vento, velocità verticali e acqua precipitabile a 700 hPa. Continua… Cerca per tag: meteo clima Pubblicato da Fiorentino Marco Lubelli Inizio Pagina

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