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      In prossimità dell’inverno astronomico

      Ivan Gaddari
      Ivan Gaddari
      Published: 14/12/2004
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      5 Min Read
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      Sono giorni che, seguendo i vari modelli concessi dai centri di calcolo mondiali, pare profilarsi all’orizzonte quella svolta che in tanti attendono da tempo. E volendo andare nel dettaglio dobbiamo giustamente ricordare come questo primo scorcio dicembrino ha palesato condizioni atmosferiche talvolta diametralmente opposte. Tant’è che l’Italia si è vista letteralmente spaccata in due. Da una parte le piogge catastrofiche che per più di una settimana hanno interessato il sud peninsulare. Dall’altra il tempo mite su gran parte del centro nord, con la comparsa delle nebbie su vaste zone della pianura padana.

      E non si possono non citare le nebbie su vaste aree dell’Europa centrale a causa della cupola anticiclonica che da giorni comprime l’aria al suolo. Di conseguenza le temperature, grazie appunto all’inversione termica, sono rimaste in un range che potremo definire “media stagionale” (pur con le dovute eccezioni). In definitiva c’è chi giustamente ha definito questo scorcio di stagione come fortemente autunnale al centro sud e primaverile al nord. Dovendo tuttavia ricordare evoluzioni del passato risulterebbero periodi dalle notevoli somiglianze. Sia per il tipo di tempo che per le configurazioni bariche che lo determinarono.

      Ma volendo guardare avanti, è da diverso tempo che le varie proiezioni mostrano un deciso cambiamento di circolazione. Chi ama seguire il modello americano GFS avrà sicuramente risentito maggiormente dei vari cambiamenti inevitabili a causa dei vari aggiornamenti giornalieri. Nonostante ciò appare interessante notare come nel tempo venga riproposta una configurazione che vedrebbe l’influenza del vortice polare estendersi in maniera consistente fin verso il bacino del Mediterraneo. Non è ancora chiaro la direttrice che seguirà l’aria fredda in entrata, ma possiamo dare per quasi certo un periodo di freddo (anche consistente) per le prossime festività natalizie.

      E a ben vedere anche alla luce di quel che propongono i modelli europei (ECMWF in primis) sussistono ottime probabilità affinché si verifichi quel che stiamo discutendo. Certo sarebbe fondamentale conoscere fin da ora la direzione intrapresa dalle diverse configurazioni bariche disposte sullo scacchiere continentale. Solo in tal modo si potrebbe stabilire quali sarebbero le regioni che potrebbero maggiormente risentire della vasta circolazione depressionaria disegnata. Circolazione che vedrebbe (oltre all’aria gelida artico marittima in quota) dei geopotenziali molto bassi. Ciò potrebbe determinare delle temperature al suolo in ribasso rispetto a quel che viene proposto attualmente. Ciò significherebbe buone probabilità di nevicate a quote pianeggianti fin verso il sud peninsulare.

      Ma si badi bene che l’editoriale non vuole essere una “falsa promessa” di neve sicura. Prende solamente in considerazione delle ipotesi alla luce della disposizione barica su scala europea. E qui è fondamentale aprire una parentesi. Quel che si discute è sicuramente determinato (oltre che dal vortice polare) da due altre figure attualmente presenti. L’alta delle Azzorre e un alta in posizionamento sulla Russia europea. Forse molti trascurano l’importanza di quest’ultima attribuendo attenzione esclusivamente alle mosse che avverranno in pieno oceano. Certo sarebbe utile che l’azzorriano si protendesse verso nord (situazione molto probabile) e ancora meglio se successivamente piegasse verso est andando ad unirsi col collega presente a levante. In tal modo si potrebbe avere un periodo di freddo prolungato con la depressione polare che verrebbe successivamente alimentata da aria di estrazione continentale.

      Attualmente sembra profilarsi uno sblocco della fase statica a partire dal fine settimana quando (secondo ECMWF) avremo una prima saccatura proveniente da nord. In seguito viene visto il blocco oceanico col vortice polare che in fase di collasso si abbasserebbe notevolmente di latitudine. Il proseguo sarà ancora da valutare molto attentamente. Tuttavia possiamo concludere affermando che il tanto atteso cambio di circolazione ci sarà. E probabilmente sarà un entrata dell’inverno in grande stile.

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