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immagine 1 del capitolo 1 del reportage gli effetti della tempesta del 29 30 maggio 2006 sul carso La neve compare al suolo già a 1000m di quota, nonostante siano passate quasi 40 ore dalla cessazione dei fenomeni. Quello che più colpisce è il “cimitero” di rami e rametti di faggio. Una estesa e densa massa fredda di origine artico-scandinava è giunta sul Golfo di Trieste la notte tra il 29 ed il 30 maggio 2006, creando una profonda depressione in loco ed una violenta convergenza in quota tra correnti subtropicali e artiche (cronaca dettagliata a questo link