
… nel guardare ostinatamente verso nord sul lungo termine, cercando ulteriori conferme per prolungate avvezioni polari o artiche oltre gli inizi di marzo; poiché ci potremmo trovare in una situazione di “equilibrio termico” già molto precaria .
Ho preso, a dimostrazione di quanto indicato nel titolo, una carta delle GFS12 riferita al primo giorno del mese entrante.
Quello che ci indica il modello è certamente l’apice di un marcata discesa fredda verso la nostra Penisola, segnatamente settore di levante (medio ed alto Adriatico); ma è anche un sintomo di come una probabile depressione basso mediterranea, attraverso richiami di aria molto più mite dal nord Africa, possa inficiare questo “happening gelido”. Un trend che vede in qualche modo coinvolto il basso Mediterraneo con alcune interferenze atlantiche.
Solitamente queste situazione termiche previste e molto stridenti, prego confrontare “gap” termico tra Grecia settentrionale e meridionale (quasi 12 gradi di differenza in 150 km lineari a 850 hpa), sono il segnale atmosferico di un probabile e futuro insediamento di una “bolla d’aria”, calda e stabilizzate, che muoverebbe dal basso Mediterraneo per conquistare, gradualmente, la quasi totalità della nostra Penisola. La situazione evolutiva, pur rimando molto complessa, mostra dei segnali abbastanza chiari e relativi ad una possibile inversione di tendenza. Tuttavia viene confermato, al contrario di quanto previsto, un fine settimana ricco di sorprese e maggior occasioni di neve per le regioni tirreniche, quote non basso collinari, ma oltre i 700 mt e successivamente in calo. Rimane, data la disposizione di questa possibile depressione basso mediterranea un’incognita per il settore padano, probabilmente interessato da questa “confluenza” in maniera molto più marginale. Insomma meno freddo tra venerdì e domenica per le centrali, ma con occasioni maggiori di precipitazioni; nettamente più freddo per il nord, con estese gelate, ma sicuramente meno instabile. Il “picco” di questa intera evoluzione andrebbe a morire gradualmente entro la prima settimana di marzo, per lasciare il posto a situazioni anche anticicloniche e nettamente più consone alla stagione.
Un ritardo previsionale ammissibile per chi si diletta nello scrivere sul tempo a “lunga scadenza”.
