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      Home » Febbraio 1956, Italia sotto la neve. 31 gennaio: arriva il gelo

      Febbraio 1956, Italia sotto la neve. 31 gennaio: arriva il gelo

      Marco Rossi
      Marco Rossi
      Published: 27/01/2016
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      8 Min Read
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      immagine 1 del capitolo 2 del reportage febbraio 1956 italia sotto la neve 31 Gennaio 1956

      Inizia l’ondata di freddo, a partire dall’Europa Settentrionale ed Occidentale. La Gran Bretagna viene investita dalle tempeste di neve, mentre in Svezia settentrionale il termometro scende fino a -50°C.

      Cronaca della giornata

      Da 24 ore la Gran Bretagna è sotto un’ondata di maltempo di stampo invernale.

      Gran parte del Paese, soprattutto la zona meridionale, è investita da piogge torrenziali, simile ad un interminabile temporale estivo tropicale.

      Allagate molte strade nella zona di Windsor, ed anche nella stessa Londra città; molti fiumi sono straripati.

      Nel corso della mattinata, poi, la pioggia ha cominciato a trasformarsi in nevischio.

      Esso successivamente ha iniziato ad attecchire, e verso le ore 12 già 30 Contee erano coperte di neve.

      Nello spazio di appena due ore, la temperatura è calata di ben 15°C.

      A Birmingham due case sono addirittura crollate sotto il peso della neve.

      Nella Svezia settentrionale si sono misurate punte minime di temperatura di -50°C. Le coste francesi della Bretagna sono flagellate da violente ondate.

      Lungo le coste danesi si sono formati invece degli strati di ghiaccio.

      Mille automobilisti sono stati soccorsi, perché “intrappolati” dalla gran quantità di neve caduta.

      Anche il Belgio si è ammantato di bianco, dopo una copiosa nevicata.

      L’ondata di freddo che si è abbattuta sull’URSS ha raggiunto oggi il suo punto culminante.

      Nella mattinata il termometro è sceso fino a -37°C a Mosca, e fino a-42°C nella zona moscovita.

      Le stesse temperature sono previste per domani.

      La grande ondata di gelo e neve del febbraio 1929

      Analisi meteorologica

      Giorno 31 Gennaio 1956: Al suolo, è presente una vasta cellula anticiclonica sosta sulla Scandinavia, dove si raggiunge un valore barico massimo di 1045 hPa.

      Sul suo bordo orientale, scende un fronte freddo che, alle ore 01, è posizionato tra la Finlandia e la regione di Mosca, e scende verso Sud, in direzione dell’Europa orientale.

      Qui è presente aria molto fredda: la temperatura al suolo tocca i-34°C in Bielorussia. Il fronte di irruzione dell’aria fredda è posizionato tra i Pirenei e l’Italia meridionale.

      Una depressione di 994 hPa centrata sulla Puglia permette l’ingresso graduale di venti freddissimi da est sulla nostra Penisola.

      Anche a 500 hPa si ritrova, ben strutturata, la cellula anticiclonica di blocco presente sulla Scandinavia.

      Una depressione in quota situata sulla Russia interagisce con essa, provocando un forte afflusso artico sul nostro Continente.

      Una seconda depressione in quota, associata ad una bassa temperatura di -40°C a 5100 metri di altezza, è presente sulla Germania, mentre un terzo minimo lo ritroviamo sulle Marche.

      Al livello di 850 hPa, notiamo la vasta ed intensa irruzione di aria artica russa: i valori di temperatura sono estremamente bassi, con isoterme di -22°C sull’Europa Centrale, e l’isoterma di -20°C che si spinge fino ai Paesi Bassi ed al confine della Francia.

      Sull’Italia settentrionale si va dai -12°C ai -16°C, su quella centrale tra i-4°C ed i-8°C, mentre lo zero termico si pone tra la Sardegna e la Puglia.

      Continua…

      Cerca per tag: meteo clima

      Pubblicato da Marco Rossi

      Inizio Pagina

      31 Gennaio 1956 Inizia l’ondata di freddo, a partire dall’Europa Settentrionale ed Occidentale. La Gran Bretagna viene investita dalle tempeste di neve, mentre in Svezia settentrionale il termometro scende fino a -50°C. Cronaca della giornata Da 24 ore la Gran Bretagna è sotto un’ondata di maltempo di stampo invernale. Gran parte del Paese, soprattutto la zona meridionale, è investita da piogge torrenziali, simile ad un interminabile temporale estivo tropicale. Allagate molte strade nella zona di Windsor, ed anche nella stessa Londra città; molti fiumi sono straripati. Nel corso della mattinata, poi, la pioggia ha cominciato a trasformarsi in nevischio. Esso successivamente ha iniziato ad attecchire, e verso le ore 12 già 30 Contee erano coperte di neve. Nello spazio di appena due ore, la temperatura è calata di ben 15°C. A Birmingham due case sono addirittura crollate sotto il peso della neve. Nella Svezia settentrionale si sono misurate punte minime di temperatura di -50°C. Le coste francesi della Bretagna sono flagellate da violente ondate. Lungo le coste danesi si sono formati invece degli strati di ghiaccio. Mille automobilisti sono stati soccorsi, perché “intrappolati” dalla gran quantità di neve caduta. Anche il Belgio si è ammantato di bianco, dopo una copiosa nevicata. L’ondata di freddo che si è abbattuta sull’URSS ha raggiunto oggi il suo punto culminante. Nella mattinata il termometro è sceso fino a -37°C a Mosca, e fino a-42°C nella zona moscovita. Le stesse temperature sono previste per domani. La grande ondata di gelo e neve del febbraio 1929 Analisi meteorologica Giorno 31 Gennaio 1956: Al suolo, è presente una vasta cellula anticiclonica sosta sulla Scandinavia, dove si raggiunge un valore barico massimo di 1045 hPa. Sul suo bordo orientale, scende un fronte freddo che, alle ore 01, è posizionato tra la Finlandia e la regione di Mosca, e scende verso Sud, in direzione dell’Europa orientale. Qui è presente aria molto fredda: la temperatura al suolo tocca i-34°C in Bielorussia. Il fronte di irruzione dell’aria fredda è posizionato tra i Pirenei e l’Italia meridionale. Una depressione di 994 hPa centrata sulla Puglia permette l’ingresso graduale di venti freddissimi da est sulla nostra Penisola. Anche a 500 hPa si ritrova, ben strutturata, la cellula anticiclonica di blocco presente sulla Scandinavia. Una depressione in quota situata sulla Russia interagisce con essa, provocando un forte afflusso artico sul nostro Continente. Una seconda depressione in quota, associata ad una bassa temperatura di -40°C a 5100 metri di altezza, è presente sulla Germania, mentre un terzo minimo lo ritroviamo sulle Marche. Al livello di 850 hPa, notiamo la vasta ed intensa irruzione di aria artica russa: i valori di temperatura sono estremamente bassi, con isoterme di -22°C sull’Europa Centrale, e l’isoterma di -20°C che si spinge fino ai Paesi Bassi ed al confine della Francia. Sull’Italia settentrionale si va dai -12°C ai -16°C, su quella centrale tra i-4°C ed i-8°C, mentre lo zero termico si pone tra la Sardegna e la Puglia. Continua… Cerca per tag: meteo clima Pubblicato da Marco Rossi Inizio Pagina

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