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      Estate al Polo Sud: un approfondimento

      Stefano Di Battista
      Stefano Di Battista
      Published: 22/01/2005
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      4 Min Read
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      Secondo le ultime notizie di agenzia il rompighiaccio russo Krasin, partito da Vladivostok il 21 dicembre, oggi dovrebbe aver raggiunto la base di McMurdo dove, a causa delle difficoltà di navigazione dovute all'estensione della banchisa e ai detriti di iceberg, si è all'emergenza per quanto riguarda i rifornimenti e le dotazioni indispensabili al personale che vi trascorrerà la stagione invernale. Fonte: https://www.southpolestation.com/news/news.html.
      L’andamento del dicembre 2004 alla base Amundsen-Scott (si veda www.meteogiornale.it/news/read.php?id=10038) induce a ulteriori riflessioni sulla dinamica meteorologica e climatica del Polo Sud geografico.

      Si è già fatto notare come nella stagione estiva le differenze regionali siano molto accentuate (si veda www.meteogiornale.it/news/read.php?id=9806). Al Polo Sud infatti, intorno al solstizio (22 dicembre), il bilancio radiativo è pressoché costante nelle 24 ore, il che dà luogo a un’escursione termica giornaliera molto ridotta: 2,8 °C a dicembre e 3,4 °C a gennaio. Ma basta spostarsi di 1.280 chilometri a nord est, nella base russa di Vostok, per constatare una dinamica molto diversa; qui infatti, malgrado il sole rimanga sempre sopra l’orizzonte, si alza e si abbassa secondo la rotazione terrestre, e questa diversa incidenza sulla superficie glaciale si riflette nell’escursione diurna: che arriva a 10,1 °C a dicembre e a 10,3 °C a gennaio.

      Tornando al Polo Sud, si è parlato di un raffreddamento estivo verificatosi nell’ultimo ventennio. Va peraltro chiarito il concetto di estate antartica: essa è limitata al bimestre dicembre – gennaio, poiché ad Amundsen-Scott nella prima decade di febbraio la temperatura tende già a portarsi sui -40 °C, nella seconda decade verso i -50 °C; a Vostok poi, prendendo come riferimento l’ultimo anno completo disponibile, il 5 febbraio 2002 si rinviene una minima di -49,0 °C e il 12 febbraio 2002 di -55,3 °C.

      Questo raffreddamento, ad Amundsen-Scott può essere postulato da vari fattori. Il limite dei -40 °C a dicembre, per esempio, non è mai stato raggiunto fra il 1957 e il 1998; negli ultimi sei anni invece, è stato oltrepassato tre volte:
      1 dicembre 1999 -42,0 °C
      2 dicembre 1999 -40,4 °C
      1 dicembre 2002 -41,1 °C

      La media mensile dei – 30 °C, a dicembre fa segnare la seguente cronologia:
      1958 -31,1 °C
      1962 -30,2 °C
      1983 -30,2 °C
      1985 -30,8 °C
      1992 -30,2 °C
      1999 -32,3 °C
      2002 -31,0 °C

      A gennaio invece:
      1960 -30,6 °C
      1961 -30,6 °C
      1989 -31,1 °C
      1995 -32,0 °C
      2000 -31,0 °C

      Come si può notare, specie a dicembre, è dagli anni Ottanta che si infittiscono le medie estreme; in ogni caso, per gran parte degli anni Sessanta e tutti gli anni Settanta tali estremi sono assenti.

      Difficile dire dove si collochi il punto di svolta; tuttavia Marek Kejna indica, per il ventennio 1981-2000, una tendenza estiva (secondo la convenzione internazionale però, è il trimestre dicembre – febbraio) di -0,49 °C/10 anni ad Amundsen-Scott e -0,40 °C/10 anni a Vostok rispetto al ventennio precedente. E si tenga conto che questi valori, per quanto importanti, sono superati da altre stazioni della regione costiera, fino a un massimo di -0,92 °C/10 anni alla base australiana di Casey.

      Quel che diventa dunque interessante, è capire e interpretare la nuova tendenza: davvero le estati si vanno riscaldando, oppure si tratta di situazioni episodiche inserite in una fase di pessimum che tende a prolungarsi?

      Riferimenti bibliografici:

      P.D. Jones, P.A. Reid, A databank of Antarctic surface temperature and pressure data, Norwich, 1999.

      M. Kejna, Trends of air temperature of the Antarctic during the period 1958-2000, in Polish Polar Research, vol. 24, n. 2 (2003), pp. 99-126.

      D.W.J. Thompson, S. Solomon, Interpretation of Recent Southern Hemisphere Climate Change, in Science, vol. 296, n. 5569 (2002), pp. 895-899.

      W. Pan, C.S.Gardner, Seasonal variations of the atmospheric temperature structure at South Pole, in Journal of Geophysical Research, vol. 108, n. D18 (2003), pp. 3.1-3.10.

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