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      E venne il grande gelo: dettagliata cronaca del gennaio 1985. 5 gennaio: il giorno dell'irruzione fredda!

      Marco Rossi e Giovanni Staiano
      Marco Rossi e Giovanni Staiano
      Published: 04/12/2016
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      9 Min Read
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      Il 5 Gennaio, è il giorno dell’irruzione fredda, entra, al seguito del fronte freddo presente a nord delle Alpi, una delle più intense ondate di freddo che l’Italia abbia avuto dal 1929 ad oggi.

      Nella notte, il passaggio del fronte riempie di neve, anche se non molta (circa 5 cm), le pianure toscane, compresa Firenze città. Qualche fiocco anche a Pisa; in città e soprattutto nelle strade della provincia si forma un sottile velo ghiacciato sulle strade, con numerosissimi incidenti, soprattutto sulla Via Pisorno verso Tirrenia. 20 cm di neve a Volterra.

      Neve, dopo 16 anni, perfino a Bordighera, in Liguria!

      Queste alcune temperature europee: Helsinki -24°/-19°, Stoccolma -15°/-11°, Copenaghen -10°/-7°, Londra -2°/+1°, Bruxelles ed Amsterdam -10°/-5° Varsavia -14°/-5° (neve), Vienna -8°/-4° (neve).

      In Italia comincia il gelo: Trieste -4°/-3°, Torino -7°/0°, Milano -6°/+1°, Bologna -7°/-2°, Genova -2°/+1°, Firenze -3°/0°, Pisa -2°/-1°, Perugia -4°/0°, Ancona -3°/+3°, Roma -2°/+8° (e questo lieve riscaldamento prelude a qualcosa di grosso sulla capitale).

      La bora soffia, a Trieste, a 100 kmh; in Alto Adige si raggiungono i -28°.

      A Città di Castello, in Umbria, la neve raggiunge i 35 cm.

      La neve cade anche su tutta la pianura veronese, ad eccezione della città di Verona.

      Nel frattempo, tutta la Sardegna è coperta di neve oltre i 300 metri; rimane chiusa e liberata a fatica dalle squadre dell’ANAS la statale “Carlo Felice” che collega Cagliari a Sassari.

      Nevica di nuovo sulle Madonie, sui Nebrodi, sui Peloritani, in Sicilia; ancora interrotti i collegamenti con le Isole. Nevica, in nottata, anche a Ragusa, imbiancandone i tetti.

      A Castel Sant’Angelo sul Nera, nell’Alto Maceratese, la temperatura scende a -20°.

      In Valtellina, la frazione di Trepalle scende fino a -24°.

      immagine 1 del capitolo 7 del reportage e venne il grande gelo dettagliata cronaca del gennaio 1985 Nella mappa la situazione a 500 hPa e al suolo alle ore 12 UTC del 5 gennaio. Si nota la depressione al suolo sull’Italia peninsulare e una bassa pressione in quota che interessa tutta l’Europa centrale, con valori termici di -35°C sul Nord Italia a circa 5200 metri di quota.

      In TV si assistono a due trasmissioni interessanti: in una Michele Conte spiega per la prima volta al grande pubblico lo Stratwarming, dicendo che il freddo è dovuto ad un improvviso ritorno dell’Estate nella bassa stratosfera groenlandese, riscaldatasi di quasi 80°C in pochi giorni.

      Mostra anche delle carte, nelle quali si vede una saccatura scendere dalla Finlandia, andare sulla Francia, i Pirenei, poi il Mediterraneo Occidentale, giungendo poi sull’Italia da ovest per l’8 Gennaio.

      Nel frattempo, Baroni, sia su “Repubblica” che alla trasmissione “Che tempo fa”, parla dell’arrivo di correnti di libeccio-scirocco, che cancelleranno il freddo dal Centro-Sud, relegando la neve solo sulla Pianura Padana.

      “La Nazione” andata in macchina nella notte fra il 5 e il 6 gennaio propone questa previsione:

      Al nord e sulla Toscana poco nuvoloso con nevicate residue sul settore orientale. Sulle altre regioni nuvoloso con precipitazioni sparse che potranno essere anche di tipo nevoso sui rilievi, anche a quote basse (n.d.r. non si parla affatto quindi di pianura). Tendenza ad attenuazione dei fenomeni sull’Italia centrale. Temperatura stazionaria.

      In realtà, tutto questo si rivela un “abbaglio” modellistico, in quanto il confine dello “scontro” tra aria fredda e quella calda, si verificherà molto più a sud del previsto, permettendo così la neve anche a Roma!

      immagine 2 del capitolo 7 del reportage e venne il grande gelo dettagliata cronaca del gennaio 1985 A 850 hPa (circa 1300 metri di quota in questo caso) notiamo valori sotto i -10°C su tutto il Nord Italia, fino a Toscana e Marche.

      Il prossimo capitolo sarà dedicato al 6 gennaio, il giorno della nevicata su Roma.

      Cerca per tag: meteo clima

      Pubblicato da Marco Rossi e Giovanni Staiano

      Inizio Pagina

      Il 5 Gennaio, è il giorno dell’irruzione fredda, entra, al seguito del fronte freddo presente a nord delle Alpi, una delle più intense ondate di freddo che l’Italia abbia avuto dal 1929 ad oggi. Nella notte, il passaggio del fronte riempie di neve, anche se non molta (circa 5 cm), le pianure toscane, compresa Firenze città. Qualche fiocco anche a Pisa; in città e soprattutto nelle strade della provincia si forma un sottile velo ghiacciato sulle strade, con numerosissimi incidenti, soprattutto sulla Via Pisorno verso Tirrenia. 20 cm di neve a Volterra. Neve, dopo 16 anni, perfino a Bordighera, in Liguria! Queste alcune temperature europee: Helsinki -24°/-19°, Stoccolma -15°/-11°, Copenaghen -10°/-7°, Londra -2°/+1°, Bruxelles ed Amsterdam -10°/-5° Varsavia -14°/-5° (neve), Vienna -8°/-4° (neve). In Italia comincia il gelo: Trieste -4°/-3°, Torino -7°/0°, Milano -6°/+1°, Bologna -7°/-2°, Genova -2°/+1°, Firenze -3°/0°, Pisa -2°/-1°, Perugia -4°/0°, Ancona -3°/+3°, Roma -2°/+8° (e questo lieve riscaldamento prelude a qualcosa di grosso sulla capitale). La bora soffia, a Trieste, a 100 kmh; in Alto Adige si raggiungono i -28°. A Città di Castello, in Umbria, la neve raggiunge i 35 cm. La neve cade anche su tutta la pianura veronese, ad eccezione della città di Verona. Nel frattempo, tutta la Sardegna è coperta di neve oltre i 300 metri; rimane chiusa e liberata a fatica dalle squadre dell’ANAS la statale “Carlo Felice” che collega Cagliari a Sassari. Nevica di nuovo sulle Madonie, sui Nebrodi, sui Peloritani, in Sicilia; ancora interrotti i collegamenti con le Isole. Nevica, in nottata, anche a Ragusa, imbiancandone i tetti. A Castel Sant’Angelo sul Nera, nell’Alto Maceratese, la temperatura scende a -20°. In Valtellina, la frazione di Trepalle scende fino a -24°. Nella mappa la situazione a 500 hPa e al suolo alle ore 12 UTC del 5 gennaio. Si nota la depressione al suolo sull’Italia peninsulare e una bassa pressione in quota che interessa tutta l’Europa centrale, con valori termici di -35°C sul Nord Italia a circa 5200 metri di quota. In TV si assistono a due trasmissioni interessanti: in una Michele Conte spiega per la prima volta al grande pubblico lo Stratwarming, dicendo che il freddo è dovuto ad un improvviso ritorno dell’Estate nella bassa stratosfera groenlandese, riscaldatasi di quasi 80°C in pochi giorni. Mostra anche delle carte, nelle quali si vede una saccatura scendere dalla Finlandia, andare sulla Francia, i Pirenei, poi il Mediterraneo Occidentale, giungendo poi sull’Italia da ovest per l’8 Gennaio. Nel frattempo, Baroni, sia su “Repubblica” che alla trasmissione “Che tempo fa”, parla dell’arrivo di correnti di libeccio-scirocco, che cancelleranno il freddo dal Centro-Sud, relegando la neve solo sulla Pianura Padana. “La Nazione” andata in macchina nella notte fra il 5 e il 6 gennaio propone questa previsione:Al nord e sulla Toscana poco nuvoloso con nevicate residue sul settore orientale. Sulle altre regioni nuvoloso con precipitazioni sparse che potranno essere anche di tipo nevoso sui rilievi, anche a quote basse (n.d.r. non si parla affatto quindi di pianura). Tendenza ad attenuazione dei fenomeni sull’Italia centrale. Temperatura stazionaria. In realtà, tutto questo si rivela un “abbaglio” modellistico, in quanto il confine dello “scontro” tra aria fredda e quella calda, si verificherà molto più a sud del previsto, permettendo così la neve anche a Roma! A 850 hPa (circa 1300 metri di quota in questo caso) notiamo valori sotto i -10°C su tutto il Nord Italia, fino a Toscana e Marche. Il prossimo capitolo sarà dedicato al 6 gennaio, il giorno della nevicata su Roma. Cerca per tag: meteo clima Pubblicato da Marco Rossi e Giovanni Staiano Inizio Pagina

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