Come quasi ogni anno il fiume Uruguay ha esondato, inondando le centinaia di miglia di abitazioni che sorgono sulle sue sponde. Da diversi anni a questa parte le inondazioni sono ricorrenti e terribili: nel 2015 circa 100 mila cittadini del Paraguay, dell’Uruguay e dell’Argentina dovettero abbandonare le proprie abitazioni. Stavolta acqua e fango hanno causato lo sfollamento di circa 6 mila persone tant’è che le forze dell’esercito e di sicurezza uruguayane stanno cercando di controllare il caos conseguente.
L’Uruguay Rescue National System (SINA) riferisce che la situazione più critica è nella provincia di Salto dove l’acqua mina le fondamenta di case, strade e attività agricolo-zootecniche. Le procedure di evacuazione sono iniziate il 26 maggio scorso, quando le province di Salto, Artigas, Cerro Largo e Paysandú sono state invase dall’acqua. Nella prima settimana più di 500 persone sono state evacuate, ma il numero è aumentato rapidamente. Non solo, circa 2600 tra brasiliani e argentini hanno dovuto abbandonare le proprie abitazioni.