CRONACHE METEO: dopo la California, anche gli Stati nord occidentali statunitensi sono sottoposti al bombardamento delle perturbazioni provenienti dall’Oceano Pacifico, che quest’anno hanno dato un assalto pesante al lato ovest del Nord America.
Nella giornata di ieri perfino la città di Seattle ha visto cadere la prima neve con temperatura attorno allo zero. Seattle, nello Stato di Washington, è un porto costiero, caratterizzato da un clima decisamente oceanico, molto umido in tutte le stagioni, con una media di 201 giorni nuvolosi annui, e 150 giorni con almeno 0,3 mm di precipitazione, anche se alla fine la precipitazione totale annua non è molto elevata, circa 1000 mm.
Un clima dunque con frequenti precipitazioni in ogni stagione, ma con pochi mm di pioggia ogni volta. Le precipitazioni forti sono rare, anche se occasionalmente gli eventi abbondanti possono capitare, come tra il 2 ed il 7 Dicembre del 2007 quando caddero oltre 300 mm di pioggia nel corso di un vero e proprio uragano con venti che soffiarono in alcune zone con picchi vicini ai 200 kmh.
La neve non è un evento raro, tuttavia cade in minima quantità, la media annua all’aeroporto di Seattle- Tacoma è di 17,3 cm. Dal 1948 ad oggi sono state solamente 15 le occasioni nelle quali sono caduti più di 15 cm di neve in una sola volta, le nevicate abbondanti sono dunque molto rare. In tempi recenti, il 12 Dicembre del 2008 caddero a Seattle circa 30 cm di neve, che rimasero al suolo fino al giorno di Natale; la più grande tempesta di neve mai verificatasi fu comunque dal 5 al 9 Gennaio 1880, quando sembra che caddero fino a 180 cm di neve su numerosi luoghi, accumulata dal vento.
In ogni caso, nei prossimi giorni i modelli matematici mostrano delle grandi quantità di neve, fino al livello dell’eccezionalità, che potrebbero cadere in questi giorni sugli Stati dell’Oregon e di Washington. E’ stato lanciato un Winter Alert proprio su queste zone, ivi comprese città come Portland e, appunto, Seattle, che potrebbe vedere una rara ed abbondante nevicata. Il sistema perturbato è previsto spostarsi poi entro domani verso le zone interne dell’Ovest statunitense.